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	<title>fuckantastic</title>
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	<description>giudice giuria e giullare</description>
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		<title>Frank Miller, meet Kill Killer</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gli islamici vogliono rubarci le nsotre donne]]></category>
		<category><![CDATA[questa non è una recensione di Holy Terror]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; finalmente disponibile, per tutti coloro che riterranno opportuno pagarlo 30 dollari, Holy Terror, un fumetto che era universalmente considerato una merda illeggibile prima ancora di uscire perché partiva dal surreale presupposto che per il decennale del crollo delle Torri Gemelle Frank Miller aveva una voglia matta di disegnare una storia in cui Batman ammazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; finalmente disponibile, per tutti coloro che riterranno opportuno pagarlo 30 dollari, <strong><em>Holy Terror</em></strong>, un fumetto che era universalmente considerato una merda illeggibile prima ancora di uscire perché partiva dal surreale presupposto che per il decennale del crollo delle Torri Gemelle <strong>Frank Miller aveva una voglia matta di disegnare una storia in cui Batman ammazza un sacco di arabi.</strong><br />
La vicenda editoriale che c&#8217;è dietro questo inno a uccidere i tuoi idoli finché sono ancora padroni delle proprie facoltà mentali e prima che mettano la loro arte a servizio della campagna reclutamenti del Tea Party, è che la DC ha preso Miller in disparte e gli ha detto &#8220;sai che c&#8217;è, Frank, questa è una cosa veramente da deficienti e ti saremmo grati se non ci trascinassi a fondo con te&#8221;, al che Miller, con l&#8217;eleganza di un Rob Liefeld (uno che nel 97 disegnava Captain America per la Marvel e contemporaneamente portava avanti un <em>suo</em> <a href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/liefeld.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1908]">fumetto-fotocopia</a> per la <em>sua</em> casa editrice) e in ritardo di vent&#8217;anni, ha traslocato alla Legendary Comics, neonata divisone della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Legendary_Pictures" target="_blank">casa cinematografica omonima</a>, e ha riproposto la <strong>stessa identica idea</strong> levando le corna alla maschera di Batman e chiamando questo nuovo, sensazionale personaggio &#8220;<strong>the Fixer</strong>&#8220;.</p>
<div align="center"><img class="pics" title="" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/htcover00.png" alt="" /></div>
<p>Chi l&#8217;ha letto <a href="http://www.wired.com/underwire/2011/09/holy-terror-frank-miller/" target="_blank">riferisce</a> che il risultato è un&#8217;opera ributtante di propaganda antiaraba e anti-islamica, razzista, iperviolenta, <a href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/holyterror.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1908]">ignorante, grottesca</a> e superficiale &#8212; in perfetta linea con un Frank Miller che in questi giorni scrive <a href="http://frankmillerink.com/2011/11/anarchy" target="_blank">post deliranti sul suo blog</a> in cui <strong>si scaglia contro il movimento <em>Occupy</em></strong>, chiama i suoi partecipanti &#8220;zotici&#8221;, &#8220;ladri&#8221; e, senza entrare nello specifico di come sia giunto a questa conclusione, &#8220;stupratori&#8221;, li accusa di essere dei rammolliti viziati coi loro iPhne e i loro iPad che danno fastidio ALLA GENTE CHE LAVORA e suggerisce loro di arruolarsi, dato che l&#8217;unico vero nemico che l&#8217;America abbia mai avuto è al-Qaida e la guerra è ancora in corso.</p>
<blockquote><p>Wake up, pond scum. America is at war against a ruthless enemy.<br />
Maybe, between bouts of self-pity and all the other tasty tidbits of narcissism you’ve been served up in your sheltered, comfy little worlds, you’ve heard terms like al-Qaeda and Islamicism.<br />
And this enemy of mine — not of yours, apparently &#8211; must be getting a dark chuckle, if not an outright horselaugh &#8211; out of your vain, childish, self-destructive spectacle.<br />
In the name of decency, go home to your parents, you losers. Go back to your mommas’ basements and play with your Lords Of Warcraft.<br />
Or better yet, enlist for the real thing. Maybe our military could whip some of you into shape.</p></blockquote>
<p>Inutile commentare ulteriormente, stiamo pensando tutti la stessa cosa: <em>Lords Of Warcraft</em>, Frank? Veramente?</p>
<p>Miller farnetica, e non ha la minima idea di cosa stia succedendo nel mondo reale. Ignora completamente cosa sia il movimento <em>Occupy</em>, chi na faccia parte (non solo studenti e fan di Star Trek, ma anche ex soldati, <em>per esempio</em>), cosa sostenga, o, per dire, che la guerra al terrore è finita (ha vinto il terrore). Dopo l&#8217;11 settembre qualcosa in lui si è rotto, e ha deciso che la cosa più sicura da fare era infilare la testa nel proprio buco del culo tirandola fuori nei successivi dieci anni solo per <a href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=7002481" target="_blank">andare alla radio e rilasciare dichiarazioni</a> come</p>
<blockquote><p>Let&#8217;s finally talk about <strong>the enemy</strong>. Somebody &#8212; for some reason, nobody seems to be talking about who we&#8217;re up against, and the sixth-century barbarism they actually represent. <strong>These people saw peoples&#8217; heads off. They enslave women, they genetically mutilate their daughters.</strong> Um, they, they, they do not behave by any cultural norms that are sensible to us.</p></blockquote>
<p>A questo punto, non credo leggerò mai <em>Holy Terror</em>. Miller è stato un fumettista eccezionale e voglio ricordarmelo così, fingendo che questa parentesi della sua vita e della sua carriera non sia mai esistita. Il problema è che <em>Holy Terror</em> pare essere così brutto e così fuori di testa, così clamorosamente sbilanciato a destra da legittimare riletture di tutta l&#8217;opera milleriana alla luce di un fascismo sempre latente che fan adoranti (o conniventi) avrebbero fatto finta di non notare.</p>
<p>Il problema è che adesso internet è pieno di gente che gongola &#8212; perché avere ragione è molto più importante del fatto che negli anni 80 Miller abbia cambiato il modo di leggere e di scrivere i fumetti &#8212; come se avesse capito con 3 stagioni di anticipo come andava a finire <em>Lost</em>; dicono &#8220;io l&#8217;avevo detto che era un fascista&#8221; tutti soddisfatti. Sono gli stessi che quarant&#8217;anni fa volevano proibire i film di John Wayne perché i western erano fascisti, e non sono invecchiati di un giorno.</p>
<p>Poco importa se la stragrande maggioranza delle storie di Miller parlano <em></em>di un eroe solitario e di solidi principi che combatte un sistema corrotto in una lotta che è destinato a perdere, o se quasi ogni volta si ripete lo schema in cui personaggi <em>palesemente</em> sgradevoli (gli eugenetisti spartani, lo psicopatico Marv, il Batman severo e paranoico&#8230;) risolvono una situazione che solo loro potevano risolvere E POI MUOIONO (o si ritirano) perché il mondo è diventato un po&#8217; meno sgradevole e non c&#8217;è più bisogno di loro. Ma no. Batman chiama Robin &#8220;soldato&#8221; e i guerrieri di Sparta cercano la bella morte, tutto ciò DEVE essere di destra.</p>
<p><a href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/you_have_eaten_well.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1908]">C&#8217;è una tavola</a> in <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Batman:_Year_One" target="_blank"><em>Batman: Year One</em></a></strong> &#8212; lo dico a beneficio di chi non l&#8217;avesse mai letto perché, vi assicuro, è la prima cosa che è venuta in mente a tutti gli altri &#8212; scritta nel 1987 che è praticamente il manifesto del movimento Occupy: politici corrotti e capi della malavita, quello che oggi per comodità chiamiamo &#8220;1%&#8221; o &#8220;governo del fare&#8221;, cenano assieme amabilmente a casa del sindaco; salta la luce, la stanza è inondata di fumo, Batman irrompe sfondando un muro e annuncia che la sua personale guerra al crimine comincia da loro. &#8220;Avete finito di banchettare. Nessuno di voi è più al sicuro&#8221;.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/WkBnqHQ9Obs?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Tutto si può dire di Miller tranne che la sue matefore siano criptiche. C&#8217;è un&#8217;altra scena, in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Batman:_The_Dark_Knight_Strikes_Again" target="_blank"><strong><em>DK2</em></strong></a> (il seguito, scritto a 15 anni di distanza, del <em>Ritorno del Cavaliere Oscuro</em>), in cui Batman guida un attacco contro Lex Luthor, presidente degli Stati Uniti e simbolo di tutto quello che non va di una classe politica che è ormai tutt&#8217;uno col mondo criminale: i suoi sgherri si chiamano <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sturm,_Ruger" target="_blank">Ruger</a>-<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Exxon" target="_blank">Exxon</a></strong> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Starbucks" target="_blank"><strong>Starbucks</strong></a>.</p>
<p>Potrei fare molti altri esempi, da <em>Sin City</em> (i cattivi sono ancora politici corrotti, poliziotti che abusano del loro potere e persino preti cannibali) a Daredevil (in <em>Born Again</em> Devil affronta &#8220;<a href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/nuke.png" target="_blank" rel="lightbox[1908]">Nuke</a>&#8220;, un soldato imbottito di steroidi e con la bandiera degli Stati Uniti tatuata in faccia, che spara sulla folla e parla come se fosse ancora in Vietnam): non mi sembrano questi indicatori di reazionarismo e xenofobia, quanto la dimostrazione che l&#8217;11 settembre ha spazzato via una serie di idee ben diverse, lasciandolo con un paesaggio emozionale che sembra un episodio in loop di Ken il guerriero, in cui l&#8217;unica cosa che conta è difendersi dai <a href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/cattivikenshiro.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1908]">culturisti sui chopper con le creste viola</a>.</p>
<p>Boicottare Miller, in questo momento, è cosa buona e giusta. Non voler dare un centesimo ad un autore artisticamente bollito e sceso al livello culturale di Borghezio, che sostiene tesi indifendibili e no nsa come si chiama <em>World of Warcraft</em> mi sembra la reazione più normale, ma gettare fango suoi lavori precedenti e farne un rogo &#8212; pur metaforico &#8212; ecco, quello è qualcosa farebbero dei fascisti.</p>
<hr />
<p><strong><em>Una nota a margine</em></strong> &#8212; Cosa penserebbe il Frank Miller pre-9/11 di un fumetto come <em>Holy Terror</em>? Questo è quello che nel 1998 scriveva in risposta a un lettore che dopo aver letto <em>300</em> lo accusava di essere omofobo<em></em>: &#8220;<em>If I allowed my characters to express only my own attitudes and beliefs, my work would be pretty darn boring. If I wrote to please grievance groups, my work would be propaganda.</em>&#8221; Pazzesco, vero?</p>
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		<title>Galeoni volanti, galeoni volanti everywhere</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:20:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottantaquattresimo adattamento cinematografico negli ultimi 50 anni del romanzo omonimo di Alexandre Dumas padre, tutto quello che I Tre Moschettieri (2011) di Paul W. S. Anderson difetta in sceneggiatura &#8212; e, fidatevi, è davvero tanto &#8212; lo recupera con un a messa in scena magnifica, spettacolare, spaccona e coloratissima, un&#8217;autentica gioia per gli occhi condita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="pics" title="...in 2D!" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/3m.png" alt="" width="550" height="220" /></p>
<p>Ottantaquattresimo adattamento cinematografico negli ultimi 50 anni del romanzo omonimo di Alexandre Dumas padre, tutto quello che <strong><em>I Tre Moschettieri</em></strong> (2011) di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0027271/" target="_blank">Paul W. S. Anderson</a></strong> difetta in sceneggiatura &#8212; e, fidatevi, è davvero tanto &#8212; lo recupera con un a messa in scena magnifica, spettacolare, spaccona e coloratissima, un&#8217;autentica gioia per gli occhi condita alla consapevolezza che chi l&#8217;ha fatto si è divertito esattamente come chi lo sta vedendo.</p>
<p>Non ero al corrente del pregiudizio che perseguita Anderson &#8212; e qui mi riallaccio a un <a href="http://www.i400calci.com/2011/10/a-difesa-del-nostro-amico-il-migliore-degli-anderson-i-3-moschettieri/" target="_blank">ottimo articolo dei 400 Calci</a> &#8212; ma questo spiega in gran parte perché la critica si sia divertita tanto a <a href="http://www.rottentomatoes.com/m/the_three_musketeers_2011/" target="_blank">MASSACRARE</a> un onesto, innocuo <em>swashbuckler</em> (cappa e spada) fracassone che nulla ha da invidiare ad altri mille <em>swashbuckler</em> fracassoni. Il flop al botteghino, d&#8217;altra parte (costato 90 milioni, il film ne ha incassati solamente 80), si deve a una campagna pubblicitaria poco azzeccata (si sarebbe potuto fare di più, si sarebbe potuto fare meglio), nomi non abbastanza di grido (vedi più avanti) e, soprattutto, il fatto che troppa gente senza Johnny Depp a fare le smorfie non capisce quando bisogna ridere, prende tutto dannatamente sul serio e tra quello che si indispettisce perché nel libro i galeoni volanti non c&#8217;erano e quello che ti spiega perché è impossibile che Leonardo abbia inventato i galeoni volanti, arriva il sapientone che dice &#8220;americanata&#8221; con aria di sufficienza.</p>
<p>Non vedo veramente quale sia il problema. I Tre Moschettieri è un cugino povero e un po&#8217; più etero degli Sherlock Holmes di Ritchie o dei Pirati di Verbinski/Bruckheimer. Stesso principio, fotografia più satura: period e action movie (che qui aspira alla spy story internazionale &#8212; LOL) legati assieme con compiaciuta cazzoneria, umorismo tongue-in-cheek e un anacronismo esibito orgogliosamente. Se non ti piace il genere stai semplicemente abbaiando all&#8217;albero sbagliato (e parliamone: come fa a non piacerti il genere?), ma se non hai problemi col cinema di intrattenimento più sguaiato hai davvero poco da fare il fighetto scontento: Anderson coreografa da dio i suoi moschettieri-ninja, fa combattere in cielo <a title="questo è il poster del film in Corea: gente che ha capito esattamente qual era il selling point" href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/3m_korean.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1882]">fottuti galeoni volanti</a> e distrugge mezza Notre Dame per il puro gusto di farlo (a quel punto il livello di assurdità era tale che ero straconvinto che a metà del duello fra D&#8217;Artagnan e Rochefort sarebbe venuto fuori Quasimodo a dare il cambio a uno dei due).</p>
<p>L&#8217;unico rammarico è che <strong>per tenersi aperte tutte le strade, non ne imbocca nessuna</strong>. Nella speranza di tirarne fuori un film &#8212; o, più realisticamente, un franchise &#8212; per famiglie l&#8217;asticella della violenza è stata abbassata drasticamente (l&#8217;intero film scorre tra esplosioni, sparatorie e duelli mortali senza quasi una sola goccia di sangue), ma a differenza dei film per famiglie manca di qualsiasi cosa possa fare presa sul grande pubblico &#8212; tipo una storia o dei personaggi: monodimensionali, a dir poco, questi ultimi (come spesso accade si salvano solo i cattivi, e qui più per le facce di chi li interpreta che per altro) e imbarazzante la prima, ipersemplice eppure zeppa di spiegoni verbosissimi, sciocca e di una ingenuità che l&#8217;aderenza, se non alla trama allo <em>spirito</em> dell&#8217;opera di Dumas, giustifica solo fino a un certo punto.</p>
<p>E ancora, il cast, che in film come questi è nove volte su dieci l&#8217;ancora di salvezza, pare indovinato solo a metà. Bene i cattivi, pescati praticamente a caso i buoni (si salva forse Porthos, il Titus Pullo di <em>Rome</em> <a href="http://www.imdb.com/name/nm0829032/" target="_blank">Ray Stevenson</a>).<br />
<a href="http://www.imdb.com/name/nm0586568/" target="_blank"><strong>Mads Mikkelsen</strong></a> (cattivo in <em>Casino Royale</em>, vichingo di <em>Valhalla Rising</em> e qui capo della guardie con una benda alla Nick Fury: ormai fa solo <a title="Mads &amp; l'occhio sinistro" href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/11/mads.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1882]">personaggi con qualcosa di strano all&#8217;occhio sinistro</a>) poteva essere usato meglio, <strong>Orlando Bloom</strong> se la sciala a fare il <em>Bond villain</em> perché ha capito che a questo giro è nel gruppo dei meno cani, e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0910607/" target="_blank"><strong>Christoph Waltz</strong></a>, un Cardinale Richelieu che più Cardinale Richelieu non si può, ha la faccia di chi sta decidendo se il ruolo più ridicolo che ha fatto quest&#8217;anno è questo o <a href="http://www.imdb.it/title/tt1067583/" target="_blank">la roba con Pattz e con gli elefanti</a>.<br />
Rimane la signora W. S. Anderson, <strong>Milla Jovovich</strong>, padrona incontrastata della pellicola, che salta, corre, spara, scivola, si butta mezza nuda dai parapetti, schiva trappole alla Indiana Jones, guarda in macchina e respira forte, con quel paio di tette che sarà il corpetto, sarà lo schermo del cinema, ma&#8211; <em>WOW</em>. Nella gara delle bambole gonfiabili inestressive si mangia la Scarlett Johansson di Iron Man 2 in un solo boccone.</p>
<p>Quindi bella Paul W. S., bella Milla, bella i galeoni volanti.<br />
Si poteva fare meglio di così, non c&#8217;è dubbio, ma anche chi se ne fotte. Dumas padre era un autore tuttaltro che perfetto e per nulla estraneo al concetto di &#8220;commerciale&#8221;, un cinque alto a un film come questo non lo avrebbe negato.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/hv7ha_iCM2Y?rel=0" frameborder="0" width="500" height="284"></iframe></p>
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		<title>giusto in tempo per Halloween</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 09:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[troppa tv fa bene]]></category>
		<category><![CDATA[Grimm]]></category>
		<category><![CDATA[NBC quest'anno non ne infili una giusta]]></category>
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		<description><![CDATA[Scoprimo che le storie dei fratelli Grimm sono serious shit. True story. Grimm &#8212; episodio 1&#215;01: Pilot]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialmente.com/2011/10/31/grimm-1x01-pilot/"><img class="pics" title="Grimme" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/grimme.jpg" alt="" width="400" height="660" /></a></p>
<p>Scoprimo che le storie dei fratelli Grimm sono serious shit. <em>True story</em>.</p>
<p><a href="http://www.serialmente.com/2011/10/31/grimm-1x01-pilot/"><strong>Grimm</strong> &#8212; episodio 1&#215;01: <em>Pilot</em></a></p>
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		<title>Libri letti tra Fruttidoro e Brumaio (yeah that&#8217;s accurate)</title>
		<link>http://blog.snake-eater.net/2011/10/27/libri-letti-tra-fruttidoro-e-brumaio/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 08:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[club del libro]]></category>
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		<category><![CDATA[Giancarlo De Cataldo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mambo degli orsi (Two Bear Mambo) &#8212; Joe R. Lansdale USA: 1995 / Ita: 2004, einaudi Quando arrivai da Leonard, la sera della vigiglia di Natale, sullo stereo di casa sua c&#8217;erano i Kentucky Headhunters a tutto volume che cantavano The Ballad of Davy Crockett, e Leonard, come per una sorta di celebrazione natalizia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="pics-left" title="Lansdale - Il mambo degli orsi" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/b_mamborsi.png" alt="" width="130" height="200" /><strong><em>Il mambo degli orsi</em> (<em>Two Bear Mambo</em>) &#8212; Joe R. Lansdale</strong><br />
<em>USA: 1995 / Ita: 2004, einaudi</em></p>
<blockquote><p>Quando arrivai da Leonard, la sera della vigiglia di Natale, sullo stereo di casa sua c&#8217;erano i Kentucky Headhunters a tutto volume che cantavano The Ballad of Davy Crockett, e Leonard, come per una sorta di celebrazione natalizia, stava appiccando il fuoco ancora una volta alla casa accanto.<br />
Mi auguravo che avesse smesso di farlo. La prima volta l&#8217;avevo aiutato, la seconda l&#8217;aveva fatto per conto suop, e ora eccomi presente alla terza, in macchina. Il tutto avrebbe avuto un&#8217;aria dannatamente sospetta, quando fossero arrivati gli sbirri. Qualcuno aveva già telefonato. Molto probabilmente erano stati gli stronzi da dentro la casa.</p></blockquote>
<p>Poche cose mi mettono di buon umore come un bel racconto di Hap e Leonard, e questo è quanto.</p>
<hr />
<p><img class="pics-left" title="Gaiman - Il cimitero senza lapidi" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/b_cimitero.png" alt="" width="130" height="200" /><strong><em>Il cimitero senza lapidi e altre storie nere</em> (<em>M Is for Magic</em>) &#8212; Neil Gaiman</strong><br />
<em>USA: 2007 / Ita: 2007, mondadori</em></p>
<p>Messe da parte le solite penose questioni di packaging &#8212; una brutta copertina ammiccante all&#8217;insopportabile estetica &#8220;burtoniana&#8221;, un titolo demmerda che non ce lo dobbiamo mai far mancare &#8212; quello che abbiamo qui è un Gaiman in formissima, che coniuga splendidamente il raro dono della sintesi a quello sterminato immaginario mitologico-folkloristico che è il suo marchio di fabbrica. Una raccolta di racconti brevi, tutti uniti dal filo conduttore del reale che entra in contatto col fantastico (e viceversa), che si apre con un estratto dal suo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Graveyard_Book" target="_blank">ultimo romanzo</a> (un&#8217;anteprima all&#8217;epoca in cui usciva questo libro, praticamente un <em>teaser trailer</em>) e si chiude con un&#8217;esilarante parodia di Raymond Chandler, un hard boiled ambientato nel mondo delle filastrocche; in mezzo fantasy, horror e persino un po&#8217; di sci-fy &#8212; genere poco frequentato da Gaiman e infatti sviluppato in modo alquanto particolare &#8211;, streghe, morti che parlano, un troll sensibile ai problemi dell&#8217;urbanistica, degustatori di animali leggendari, una vecchina importunata da ser Galahad alla ricerca del Sacro Graal e un racconto autobiografico su un gatto che combatte il diavolo.<br />
Il libro si finisce in un attimo, ma quello che ti lascia, per fortuna, te lo porti dietro a lungo.</p>
<hr />
<p><img class="pics-left" title="De Cataldo - I Traditori" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/b_traditori.png" alt="" width="130" height="200" /><strong><em>I Traditori</em> &#8212; Giancarlo De Cataldo</strong><br />
<em>2010, einaudi</em></p>
<p>Dalla fallimentare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Bandiera#Spedizione_in_Calabria" target="_blank">spedizione in Calabria</a> del 1844 alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Presa_di_Roma" target="_blank">Breccia di Porta Pia</a> nel ’70, Giancarlo De Cataldo ripercorre le tappe del Risorgimento italiano attraverso le vicende di una moltitudine di personaggi — alcuni veri, altri inventati, tutti o quasi estremamente probabili — le cui “piccole” storie, come già in Romanzo Criminale, definiscono <em>la</em> Storia.<br />
Un’epopea lunghissima, ambiziosa e certo imperfetta, ma che ha il merito di levare un bel po’ di polvere da personaggi e circostanze che l’agiografia, più che la storiografia, ci ha abituati a immaginare molto migliori di quanto non fossero. C’è spazio per i veri patrioti, gli idealisti e i puri di spirito, anzi, le pagine dedicate a loro sono le più belle e toccanti di tutto il libro — ma quello che preme raccontare a De Cataldo è che se l’Italia è diventata qualcosa di più di “una mera espresisone geografica” come diceva il Metternich, è perché opportunisti e uomini senza scrupoli hanno fiutato l’affare e ci si sono buttati a capofitto. I “traditori” del titolo sono spie, voltagabbana, speculatori, mercenari, mafiosi e camorristi, nei confronti dei quali l’Italia unita ha un debito più grande di quanto sia piacevole ammettere e che, a 150 di distanza, stanno ancora riscuotendo gli interessi.</p>
<hr />
<p><img class="pics-left" title="Newman - Dracula Cha Cha Cha" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/b_draculacha.png" alt="" width="130" height="200" /><strong><em>Dracula Cha Cha Cha</em> (<em>Dracula Cha Cha Cha/Judgment of Tears</em>) &#8212; Kim Newman</strong><br />
<em>GB: 1998 / Ita: 2008, urania</em></p>
<p>Kim Newman non è pazzo come Alan Moore (anche se è sulla buona strada per iniziare a <a title="Kim Newman prepara un cosplay di Revolver Ocelot per Lucca 2008" href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/kimnewman.png" target="_blank" rel="lightbox[1845]">vestirsi uguale</a>), misurato come Neil Gaiman e &#8220;commerciale&#8221; come Quentin Tarantino, eppure, per sua e nostra fortuna, ha un po&#8217; del talento di tutti e tre. <strong><em>Anno Dracula</em></strong> è il suo lavoro più celebre nel campo della fiction (Newman è attivissimo anche come saggista e critico cinematografico; scrive, tra le altre cose, per Empire e Rotten Tomatoes), una saga iniziata nel 1992 che mischia horror, fantasy e <a title="impariamo una parola nuova" href="http://blog.snake-eater.net/wp-admin/it.wikipedia.org/wiki/Ucronia" target="_blank">ucronia</a>, e racconta di un mondo in cui Dracula ha sconfitto Van Helsing e il vampirismo si è diffuso a macchia d&#8217;olio in Europa, diventando il tratto caratterizzante di una socità dove crossoverano amenamente personaggi storici (o, spesso, le loro controparti vampirizzate), della letteratura, del cinema e dei fumetti.<br />
<em>Dracula Cha Cha Cha</em> è il terzo e per ora ultimo romanzo della serie (in mezzo però ci sono stati una decina di racconti pubblicati un po&#8217; dappertutto, compresa la rete, ma inediti in Italia), ambientato nella <a href="http://www.imdb.it/title/tt0053779/" target="_blank">Roma dei primi anni 60</a>, dove Dracula trascorre il suo esilio dorato dopo aver aiutato gli alleati a sconfiggere i nazisti, e segue i preparativi per il matrimonio del secolo tra il Conte e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_maschera_del_demonio_%28film_1960%29" target="_blank">una principessa moldava</a> e le indagini di una spia inglese di nome Bond, mentre sullo sfondo un <a href="http://www.horrormovie.it/hmdb/leggi_recensioni.asp?id=1797" target="_blank">serial killer mascherato</a> fa strage di Antichi.</p>
<p>Di Newman mi ha sempre deliziato la fantasia sfrenata, il gusto per la strizzata d&#8217;occhio e la conoscenza enciclopedica, che lo portano a popolare i suoi romanzi con i personaggi più disparati, creando un pantheon della cultura pop da fare invida a Neil Gaiman (per la cronaca, i due sono <a title="BFF" href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/newmangaiman.png" target="_blank" rel="lightbox[1845]"><em>SuperMiglioriAmici</em></a>); in questo romanzo emerge poi tutto il suo amore per il cinema, che trasuda dalle suggestioni Felliniane e Pasoliniane, dalle citazioni a Godard, a Dario Argento e tutta la produzione italiana di genere degli anni 60-70, ma il vero colpo di genio è la sua riflessione sulla figura del vampiro: poco interessato alla sua psicologia, Newman ne analizza, in modo interessantissimo e originale, l&#8217;impatto sul piano politico (il primo ministro britannico è un vampiro che essendo immortale continua a ricandidarsi e vincere le elezioni da più di un secolo &#8212; riuscite a immaginere una cosa  del genere? se sì è perché siete italiani e state pensando ad Andreotti), sociale e persino artistico.</p>
<p>Chiudendo con una nota di costume, ci tenevo a sottolineare che in un periodo in cui quello dei vampiri è stato il genere più inflazionato di tutta la fottuta industria libraria, l&#8217;unico libro sui vampiri che interessava a me era assolutamente introvabile, tanto che ho finito per prenderlo su ebay dopo averlo cercato inutilmente per librerie e bancarelle per due anni; è il destino degli Urania, assieme alle copertine di merda (no sul serio, cos&#8217;è quella roba, un&#8217;astronave..? perché c&#8217;è un&#8217;astronave in copertina?!) l&#8217;impaginazione a cazzo di cane e gli errori di battitura: stanno in edicola una settimana e poi scompaiono NEL NULLA.</p>
<hr />
<p><img class="pics-left" title="Lansdale - La lunga strada della vendetta" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/b_batman.png" alt="" width="130" height="200" /><strong><em>La lunga strada della vendetta</em> (<em>Batman: Captured by the Engines</em>) &#8212; Joe R. Lansdale</strong><br />
<em>USA: 1991 / Ita: 2007, edizioni BD</em></p>
<p>Altro libro virtualmente introvabile, altro giro dell&#8217;oca conclusosi fortuitamente in una libreria dell&#8217;usato di Novara, ma siamo onesti, con una premessa come &#8220;Lansadale scrive Batman&#8221; sarei andato a cercarlo anche in Indocina. E ne sarebbe valsa la pena. Niente Pulitzer all&#8217;orizzonte, purtroppo, ma un giochetto divertentissimo che dimostra ancora una volta come Lansdale sia capace di scrivere veramente su tutto &#8212; se gli permetti di andare a parare dove vuole lui: due mondi che si incontrano, quello dei suoi personaggi sempre a un passo dall&#8217;essere inghiottiti dall&#8217;oscurità e quello di un vigilante tormentato che l&#8217;oscurità l&#8217;ha scelta come proprio habitat; una linea immaginaria che collega il Texas a Gotham City e un&#8217;auto indemoniata che la percorre a tutta velocità.<br />
Un divertissment per stessa ammissione dell&#8217;autore, splatteroso e ricco di colpi di scena come esige la letteratura pulp, folle come solo i romanzi di Lansadale sanno essere, e tenero e psicotico come ogni buona storia su Batman.</p>
<p>Tanto per cambiare, kudos per il titolo italiano e la copertina da galera.</p>
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		<title>Le parti con i flashmob non le ho proprio capite, ma parliamo di Friends with Benefits</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 08:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="pics" title="Il delicatissimo poster di Friends with Benefits" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/10/scopamici1.png" alt="" width="550" height="220" /></p>
<p>Nell&#8217;anno in cui escono due film e una serie tv sullo stesso fottuto tema degli scopamici è legittimo approcciarsi al prodotto &#8212; uno qualunque dei tre &#8212; con un po&#8217; di scazzo, scetticismo e, considerato il tema trattato, pretese molto basse. <strong><em>Friends with Benefits</em></strong> (2011) di <strong>Will Gluck</strong> è il migliore del mazzo, il che non ne fa automaticamente La Miglior Commedia Che Vedrete Quest&#8217;Anno, ma è quello dei tre che promette 110 minuti di divertimento e ne maniene più della metà, il che è già qualcosa.</p>
<p>Motivi per preferirlo sulla carta alle altre due robe sono che questo l&#8217;ha fatto il regista di <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Easy_A" target="_blank"><em>Easy A</em></a></strong> (che è stata, quella sì, una delle migliori commedie del 2010), che ci sono <a href="www.youtube.com/watch?v=bTXzYX0rrPE" target="_blank"><strong>Mila Kunis</strong></a> e <strong><a href="http://portable.tv/culture/post/justin-please-bring-sexy-back/" target="_blank">JUSTIN BRING SEXY BACK</a></strong> (sono al corrente che nell&#8217;altro c&#8217;è Natalie Portman ma, andiamo, il suo partner è Ashton Kutcher &#8212; praticamente è come vedere un film in cui la tua attrice preferita viene stuprata da un cinghiale, e, no, non voglio vedere la mia attrice preferita stuprata da un cinghiale!), e un confortante <a href="http://www.rottentomatoes.com/m/friends_with_benefits/" target="_blank">71% di pomodorometro</a> (contro il 49 dell&#8217;altro film e la cancellazione della serie dopo 12 episodi che nessuno ha visto). Non è un film perfetto, anzi, da metà in poi prende una piega incongrua e abbastanza disastrosa, ma azzecca nella prima parte quelle due-tre cose che bastano a dire &#8220;beh si ok&#8221;.</p>
<p>Innanzitutto, ci troviamo di fronte alla storia di due persone implausibilmente belle che fanno lavori che non esistono (<em>art director</em>? <em>head hunter</em>? oh, Hollywood, me l&#8217;hai fatta ancora una volta!) e che li rendono ricchi pur non tenendoli occupati più di quattro ore al giorno in modo da poter passare il resto del loro tempo a bere, scopare e giocare con la wii: come faccia Gluck (che scrive e dirige) a non rendere questa cosa sgradevolissima è un mistero, ma ci riesce. Tutto è così scintillante e naturale e spontaneo che anche lo spettatore più menoso (io) non ha problemi ad accettarlo: non è semplice trasporto, è la consapevolezza di stare vedendo un film di fantascienza. Secondo, e questo davvero non è da poco, senza mostrare un solo capezzolo (qui subentra il solito gioco improbabile di lenzuola disposte nella maniere più assurde) riesce a parlare di sesso in modo piuttosto esplicito, cosa per niente scontata e che arriva come un&#8217;autentica liberazione &#8212; per non parlare del sollievo nello scoprire che Mila Kunis ingoia.</p>
<p>Sull&#8217;altra metà, onestamente, non voglio neanche infierire, infilare il DRAMA FAMIGLIARE in un contesto che già di suo non è dei più emozionanti &#8212; siamo all&#8217;inevitabile parte in cui i protagonisti si rendono conto di avere sentimenti l&#8217;uno per l&#8217;altra e sentono il bisogno di parlarne &#8211;, è una scelta audace che viene prontamente punita con il generale &#8220;embeh?!&#8221; del pubblico, e con tutto l&#8217;affetto per chi decide di cambiare genere e registro <em>in media res</em>, il risultato è che sembra di stare guardando un altro film, infinitamente meno interessante, con un finale che si rimangia tutte le promesse di originalità fatte all&#8217;inizio mentre infila uno dietro l&#8217;altro tutti i cliché possibili (con tanto che prendere in giro i cliché ormai è un cliché anche quello).<br />
Si ride, eh, non è uno di quei casi che esci in strada urlando UN&#8217;ORA DELLA MIA VITA CHE NON RIAVRO&#8217; MAI &#8212; ma mi sa che se il film finiva al minuto 51, quando Bryan Greenberg scarica Mila (frocio), mi divertivo uguale.</p>
<p><em>Rediming quality</em> da non sottovalutare è <strong>il casting</strong>, azzeccatissimo come in Easy A, e forse vero marchio di fabbrica di Gluck, che ancora una volta imbastisce una parata di facce note che gigioneggiano sullo schermo per il sollazzo di noi deficienti fissati coi telefilm: dalla sequenza iniziale in cui i due protagonisti vengono piantati rispettivamente da <a href="http://www.imdb.com/name/nm1297015/" target="_blank">Emma Stone</a> e <a href="http://www.imdb.com/name/nm1676221/" target="_blank">Andy Samberg</a> (dei <a href="http://www.youtube.com/watch?v=X0DeIqJm4vM" target="_blank">Lonely Island</a>, amicissimi con Justin Timberlake), al film nel film con <a href="http://www.imdb.com/name/nm0781981/" target="_blank">Jason Segel</a> e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0429069/" target="_blank">Rashida Jones</a>, passando per <a href="http://www.imdb.com/name/nm0165101/" target="_blank">Patricia Clarkson</a> (che in Easy A era la madre di Emma Stone, mentre nei video dei Lonely Island fa la madre di Justin Timberlake), <a href="http://www.imdb.com/name/nm1034965/" target="_blank">Bryan Greenberg</a>, il bambino di Modern Family (<a href="http://www.imdb.com/name/nm2188098/" target="_blank">quello magro</a>) e giusto per non farci mancare niente <a href="http://www.imdb.com/name/nm1199811/" target="_blank">Hiro di Heroes</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Shaun_White" target="_blank">Shaun White</a> nel ruolo di sé stesso. C&#8217;è anche <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000437/" target="_blank">Woody Harrelson</a> (a proposito, ma <em>Zombieland 2</em>?) che ha fatto ridere tutti perché qui fa il gay: a me ha fatto molto più ridere il fatto che il suo personaggio è fissato coi font, ma dev&#8217;essere quello che succede quando i tuoi amici sono tutti grafici o Ted Mosby.</p>
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		<title>Mega Shark vs Giant Octopus</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 12:55:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sull&#8217;home page del Fatto Quotidiano c&#8217;è un articolo che si intitola Il Male vs Il Male, credevo parlassero pure loro di Vasco Rossi e Nonciclopedia. L&#8217;aspetto più tragico dello scontro tra Vasco Rossi e Nonciclopedia è che ci ha costretti subdolamente a prendere le parti di uno dei due. Grazie, ma stavamo benissimo prima, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;home page del Fatto Quotidiano c&#8217;è un articolo che si intitola <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/03/in-edicola-la-lotta-del-male-contro-il-male-battute-al-veleno-per-un-doppio-ritorno/161661/" target="_blank"><em>Il Male vs Il Male</em></a>, credevo parlassero pure loro di Vasco Rossi e Nonciclopedia.</p>
<p>L&#8217;aspetto più tragico dello scontro tra Vasco Rossi e Nonciclopedia è che ci ha costretti subdolamente a prendere le parti di uno dei due. Grazie, ma stavamo benissimo prima, quando potevamo disprezzarli entrambi.</p>
<p>Vasco Rossi che denuncia Nonciclopedia è talmente assurdo che è come se Vasco Rossi avesse denunciato Nonciclopedia.</p>
<p>Vasco Rossi ha decisamente cagato fuori dal vaso. E, una quindicina d&#8217;anni dopo, ha denunciato Nonciclopedia.</p>
<p>Nessuno fa il tifo per Non ciclopedia, quella tra loro e Vasco è la più classica delle guerre tra poveri &#8212; solo che uno dei due è ricco sfondato.</p>
<p>Se Vasco Rossi non fosse completamente andato, se non avesse delle carenze affettive enormi, se fosse in grado di dare il giusto peso alle cose e avesse una vaga idea di cosa è internet (sono davvero un sacco di <em>se</em>), di fronte agli insulti di Nonciclopedia reagirebbe come reagiscono tutte le persone che non sono più in seconda liceo: sarebbe molto sorpreso nello scoprire che Nonciclopedia esiste ancora.</p>
<p>Con questa mossa Vasco Rossi si è fatto così tanta pubblicità negativa da far passare Nonciclopedia dalla parte del giusto. Prego che non se la prenda mai col nazismo o con quelli che fumano in una stanza dove c&#8217;è un neonato.</p>
<p>Se chiedete a lui, Vasco Rossi è convinto di stare facendo causa a Zuckerberg.</p>
<p>Se chiedete a quelli di Nonciclopedia, loro sono convinti di essere la Politkovskaja.</p>
<p>Dove finisce il diritto ad esprimersi e inizia l&#8217;insulto puro e semplice? Mi riferisco al testo di <em>Eh&#8230; Già</em>, la parte che fa &#8220;più su, più giù / più su, più giù /più su, più giù / più su&#8221;.</p>
<p>Grazie a Vasco Rossi adesso là fuori è pieno di gente che dice che Nonciclopedia fa satira. <em>Satira</em>, vi rendete conto?</p>
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		<title>X-Men: First Love</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 22:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="pics" title="la locandina tutta storta del film, in cui compaiono tutti i personaggi tranne, inspiegabilmente, il negro e l'irlandese" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/07/xmfc.png" alt="" width="550" height="220" /></p>
<p>Per quanto spesso mi imbatta in gente disposta a salvare almeno i primi due film (lasciando perdere chi definisce il secondo un capolavoro, lì è terreno di gioco di un analista) mai nella vita mi ha sfiorato l&#8217;idea di considerare la trilogia degli X-Men qualcosa di più di una spregevole baracconata messa in piedi da tizi talmente proni a (presunte) esigenze commerciali e, soprattutto, talmente preoccupati di non sembrare dei nerd da tirare fuori, a fronte di un fumetto enorme, intelligente, con un&#8217;infinità di personaggi e di situazioni sempre attualissime da sfruttare e approfondire, un trittico di film impersonali, banali e deficientissimi.</p>
<p>Pesa sicuramente in questo giudizio il fatto che chi scrive si è fatto negli anni una certa idea delle storie degli X-Men assimilabile al concetto di &#8220;<strong>racconto corale</strong>&#8220;, mentre quello che abbiamo visto nei cinema tra il 2000 e il 2009 è l&#8217;irritatissimo one-man-show dell&#8217;unico personaggio popolare, un Wolverine ingombrante e molestissimo che non è mai stato così antipatico &#8212; oltre al fatto che il franchise è stato messo nelle mani di pastafrolla di gente che molto candidamente si vergognava un casino di stare facendo un film sui supereroi.</p>
<p>Poteva forse <strong><em>X-Men: First Class</em></strong> (2011) essere peggio dei primi quattro? No, infatti. E lo sapevo prima ancora di vederlo, per tre motivi semplicissimi</p>
<ul>
<li>non c&#8217;era Wolverine</li>
<li>nonostante il &#8220;ritorno&#8221; di Brian Singer (produce e abbozza la storia generale) dietro la macchina da presa ci sarebbe stato Matthew Vaughn (autore di <em>Kick-Ass</em> nel 2010), che <span style="text-decoration: underline;">al contrario di Singer</span>, non si vergogna di fare film sui supereroi</li>
<li><em>X-Men: First Class</em> avrebbe potuto permettersi qualsiasi strafalcione nei confronti della storia originale perché non avrebbe veramente parlato degli X-Men, ma della bellissima amicizia gay tra un giovane <strong>Xavier</strong> e un giovane <strong>Magneto</strong>, alla scoperta dei propri poteri e dei propri sentimenti, mentre radunano mutanti che non avranno mezza battuta in tutta la pellicola e risolvono la <a title="History, bitch" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_missili_di_cuba" target="_blank">crisi missilistica di Cuba</a>.</li>
</ul>
<p>Le prime impressioni tendevano ad essere un po&#8217; drastiche, si era insistito così tanto sulla povertà di questa pellicola che mi aspettavo una roba tipo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PzJT9zqVZtY" target="_blank">il telefilm di Birds of Prey</a>, con stunt imbarazzanti, cavi in bella vista, microfoni che pendono dal soffitto e brutte esplosioni fatte con un programma che gira solo su window 95 &#8212; e in effetti le quattro lire complessive con cui è stato girato il film si fanno sentire in ogni singola inquadratura (di sicuro la forma diamantina di Emma Frost occupa un posto tutto speciale nella classifica degli effetti che <em>dai ragazzi ma anche no</em>), cosa che fa legittimamente dubitare della sanità mentale di qualcuno (la Fox) che prima ha detto &#8220;ok facciamo il quinto film degli X-Men&#8221; e subito dopo &#8220;però ce la giochiamo al risparmio&#8221; &#8212; ma il peggio che si può dire di <em>First Class</em> è che si tratta di un film d&#8217;azione con pochissima azione, quasi che le preoccupazioni di chi l&#8217;ha sceneggiato (un totale di sei persone, compresi Singer e Vaughn) fossero altre.</p>
<div align="center">
<div id="attachment_1699" class="wp-caption alignnone" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-1699" title="" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/07/xmfc_tute.png" alt="" width="550" height="269" /><p class="wp-caption-text">e ci sono le vecchie uniformi giallo-blu, che mi stanno molto più simpatiche delle tutine di pelle da froci insicuri alla Matrix che c&#39;erano negli altri film</p></div>
</div>
<p>Nelle sue due ore e qualcosa di durata, è praticamente due film messi uno di seguito all&#8217;altro, il fatto che ci siano gli stessi attori che interpretano gli stessi personaggi è praticamente l&#8217;unico punto di contatto: il primo film parla di questo gran figo di Erik Lehnsherr (<a href="http://www.imdb.com/name/nm1055413/" target="_blank">Michael Fassbender</a>) che se ne va in giro per il mondo ad ammazzare nazisti finché l&#8217;amicizia con Charles Xavier (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0564215/" target="_blank">James <em>accento </em>McAvoy</a>) non compromette il suo stile; il secondo parla di una prima embrionale formazione degli X-Men (diversa da <a title="Angelo, Bestia, Uomo Ghiaccio, Marvel Girl, Ciclope e il Professor X — illustrazione di Paolo Rivera" href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/07/primixmen.jpg" target="_blank" rel="lightbox[1697]">quella classica</a> del fumetto) che affronta il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hellfire_Club_%28comics%29" target="_blank">Club Infernale</a> di Sebastian Shaw (un <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000102/" target="_blank">Kevin Bacon</a> gasatissimo) e salva il mondo da una guerra nucleare.<br />
La sensazione di trovarsi di fronte a una serie di scene autonome montate una dopo l&#8217;altra poco più che a casaccio è accentuata dal fatto che si tratta effettivamente di una serie di scene autonome montate una dopo l&#8217;altra poco più che a casaccio, un tot di simpatici sketch a tema &#8220;non lasciare che l&#8217;odio ti consumi, amico mio&#8221; e &#8220;non è gay se è una threeway&#8221;. Gli unici due momenti cinematograficamente riusciti sono il Fassbender a caccia di nazisti che pare un director&#8217;s cut di Inglorious Basterds e la sequenza del reclutamento su <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2GA3a15xF0c" target="_blank">Run degli Gnarls Barkley</a>, mentre il resto funge più o meno da contorno/riempitivo, come l&#8217;inevitabile &#8220;scena dell&#8217;addestramento&#8221; (resa ancora più <em>si vabbè</em> da un uso improvviso e spropositato e ridicolo degli split-screen), l&#8217;anticlimatica pseudobattaglia finale e l&#8217;arcinoto METAFORONE (la paura del diverso, l&#8217;accetazione di sé stessi eccetera eccetera) sbrigato con qualche scambio di battute tra Mistica e Bestia a metà film e tra Erik e Shaw nel finale.</p>
<p>Sulla marea di cazzate, plot hole e &#8220;<a href="http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/HandWave" target="_blank">hand wave</a>&#8221; (OH EHI MISTICA LE TUE CELLULE SONO COSI&#8217; <em>WHATEVER</em> CHE SEMBRERAI GIOVANE ANCHE QUANDO AVRAI SESSANT&#8217;ANNI NEI PROSSIMI TRE FILM) non vale veramente la pena soffermarsi, cose &#8220;gravi&#8221; se vogliamo sono l&#8217;esubero imbarazzante di personaggi messi lì a non fare o dire un accidente che tu ti vedi tutto il film e alla fine dici &#8220;ma il tizio che faceva i tornadi, a che cazzo serviva?&#8221; e, uh, il fatto che siamo probabilmente di fronte al peggior period-movie mai girato, una roba che quando cazzo è ambientata questa storia sembra che se lo scordino ogni dieci minuti gli stessi sceneggiatori: sarà anche che quattro anni di <a href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/mad-men/" target="_blank"><em>Mad Men</em></a> ci hanno viziati, ma buttarci in mezzo <a href="http://www.imdb.com/name/nm0005064/" target="_blank">January Jones</a>, i televisori quadrati e il filmatino di repertorio di JFK fa &#8220;anni 60&#8243; esattamente come fa &#8220;vigilia di Natale&#8221; allestire un presepe il 24 di agosto. L&#8217;unica coordinata temporale ci viene offerta dai personaggi che ripetono a manetta AMERICA-RUSSIA che neanche nelle cutscene di Metal Gear Solid 3, ma nient&#8217;altro di usi e costumi, ambienti e mentalità riuscirebbe a farci sospettare che la pellicola non è ambientata l&#8217;altroieri.</p>
<p>Comunque, a costo di risultare ripetitivo, non è questo il punto. E&#8217; come guardare il Re Leone e mettersi a discutere che non ci sono abbastanza scene sulla caccia all&#8217;antilope. <em>First Class</em> non vuole essere il grande film d&#8217;azione/spionaggio americano, né una nerdata ammiccante al popolo di trentenni con la maglietta del Dottor Destino, quello che paghi coi soldi del biglietto sono James McAvoy che rilascia interviste deficienti in cui insinua che lui e Fassbender sono una coppia e Fassbender che consolida il suo ruolo di attore che spacca i culi e fa esplodere le ovaie, <a href="http://www.imdb.com/name/nm2225369/" target="_blank">Jennifer Lawrence</a> e <a href="http://www.imdb.com/name/nm0396558/" target="_blank">Nicholas Hoult</a> che sono molto pucci e la scena in cui buttano Banshee giù dalla finestra che fa riderissimo: con le sue paccate di sottotesti bromosessuali e materiale per farci i <a href="http://www.quickmeme.com/Interessi-comuni/" target="_blank">meme</a> fino alla fine dei tempi <em>First Class</em> è il primo tentativo veramente riuscito di <strong><em>fanfiction movie</em></strong>.</p>
<div align="center"><img class="pics" title="" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/07/werentcrying.png" alt="" /></div>
<p><strong>Possibili sequel?</strong><br />
Si è parlato di uno spin-off tutto su Magneto, una specie di commedia-action ambientata a Chicago negli anni 80 con lui che chiude i conti una volta per tutte coi soldati nazisti che hanno sterminato la sua famiglia. Si intitolerà &#8220;X-Men origins: Magneto &#8212; Io li odio i nazisti dell&#8217;Illinois&#8221;.<br />
<small>Erano solo due settimane che volevo fare questa battuta orribile.</small></p>
<p><strong>C</strong><strong>onsigli per gli acquisti:</strong></p>
<ul>
<li>vedere in lingua originale (non avere idea di che minchia stia dicendo McAvoy è il 50% del divertimento)</li>
<li>leggere <a href="http://gingerhaze.tumblr.com/tagged/X-Men%3A_First_Class" target="_blank">le strisce di Noelle Stevenson</a> dopo la visione</li>
<li>hanno detto le stesse cose molto prima: i 400 calci (<a href="http://www.i400calci.com/2011/06/x-men-linizio-dai-dai-dai-che-la-giriamo/" target="_blank">1</a> e <a href="http://www.i400calci.com/2011/06/x-men-una-rece-lievemente-piu-classica/" target="_blank">2</a>), <a href="http://giovanecinefilo.kekkoz.com/2011/06/27/x-men-linizio-x-men-first-class-matthew-vaughn-2011/" target="_blank">kekkoz</a>, <a href="http://docmanhattan.blogspot.com/2011/06/x-men-linizio-alla-fine-ti-e-piaciuto.html" target="_blank">doc. Manhattan</a>, <a href="http://prontoallaresa.blogspot.com/2011/06/rece-x-men-linizio.html" target="_blank">roberto recchioni</a>, <a href="http://www.rivistastudio.com/editoriali/cinema-tv/x-men-e-il-porno-per-donne/" target="_blank">vb</a> (e probabilmente moltissima altra gente, ma io questi leggo, oh).</li>
</ul>
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		<title>Non Game of Thrones, quell&#8217;altro</title>
		<link>http://blog.snake-eater.net/2011/04/08/non-game-of-thrones-quellaltro/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 20:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GLI SBORGIA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.serialmente.com/2011/04/08/the-borgias-1x011x02-the-poisoned-chalicethe-assassin/"><img class="pics" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/04/borgiaz.jpg" alt="" /></a></p>
<p><a href="http://www.serialmente.com/2011/04/08/the-borgias-1x011x02-the-poisoned-chalicethe-assassin/"><strong>GLI SBORGIA.</strong></a></p>
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		<title>Superman Saves</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 08:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[ciccionerd gentemanga]]></category>
		<category><![CDATA[cineocchio]]></category>
		<category><![CDATA[2006]]></category>
		<category><![CDATA[Brandon Routh]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Singer]]></category>
		<category><![CDATA[DC comics]]></category>
		<category><![CDATA[superhero movie]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando uscì nel lontano 2006, Superman Returns, diretto da Bryan Singer (già colpevole nei confronti dell&#8217;umanità di avere iniziato coi primi due fim sugli X-Men un franchise talmente terribile che la cosa migliore che si può dire di loro è che almeno non sono brutti come quelli successivi) e con un allora sconosciuto Brandon Routh [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="pics" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/03/supsrets.png" alt="" /><br />
Quando uscì nel lontano 2006, <strong><em>Superman Returns</em></strong>, diretto da Bryan Singer (già colpevole nei confronti dell&#8217;umanità di avere iniziato coi primi due fim sugli X-Men un franchise talmente terribile che la cosa migliore che si può dire di loro è che almeno non sono brutti come quelli successivi) e con un allora sconosciuto Brandon Routh (proprio queste settimane nelle sale con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dylan_Dog:_Dead_of_Night"><em>Il film che non si sta inculando nessuno</em></a> ma che ci è stato simpaticissimo per tutto il tempo in cui ha fatto il cattivo in <em>Chuck</em> e il supervegano in <em>Scott Pilgrim</em>), riscosse approvazione unanime e grosse pacche sulle spalle da praticamente chiunque eccetto TUTTE le persone che frequentavo all&#8217;epoca, che me lo descrissero come una noiosissima boiata con personaggi piatti e una storia che non sta in piedi.</p>
<p>In un certo senso avevano ragione tutti.</p>
<p>Mi ci sono voluti cinque anni per decidere che peggio di <a href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/smallville/"><em>Smallville</em></a> comunque non poteva andare e se da quel punto di vista la mia fiducia è stata premiata, il ritardo con cui l&#8217;ho recuperato si è fatto sentire un botto.</p>
<p>Il fatto è che <em>Superman Returns</em> viaggia su due binari che nelle mani di Singer sembrano destinati a non incontrarsi mai: da un lato c&#8217;è un lavoro scrupoloso e personalissimo su uno dei personaggi più iconici del ventesimo secolo che porta l&#8217;autore a confrontarsi con tutto quello che il topos di Superman rappresenta, compresa una chiave di lettura &#8212; <strong><em>Superman = Cristo</em></strong> &#8212; decisamente ambiziosa; dall&#8217;altro c&#8217;è il popcorn-movie nella sua accezione più inutile, lo spettacolo visivamente eccezionale ma vacuo e sfinente. Il risultato è che momenti di vero e proprio riuscitisismo <em>epos</em> postmoderno si alternano ad altri di NOIA FOTTUTA, tra evitabili cadute di stile da film per famiglie e uno sfoggio di effetti speciali che stordiscono più che stupire. Con <em>Superman Returns</em> ho provato l&#8217;esperienza assolutamente unica di commuovermi all&#8217;inizio di un film e addormentarmi durante il finale &#8212; probabilmente in tedesco c&#8217;è una parola per questo.</p>
<p>Eppure sulla carta funziona tutto.<br />
Funziona il metaforone cristologico che non diventa mai pedante e ha, soprattutto, il coraggio di andare fino in fondo prendendo anche decisioni, diciamo, non proprio popolari (oltre che fuori continuity), con un Superman che nel finale rinuncia a Lois abbracciando una vita da eremita, un laico voto di castità in nome di un dovere più alto.<br />
Funziona l&#8217;ottimo lavoro di citazioni e rimandi alle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Superman_movies" target="_blank">pellicole precedenti</a> &#8212; vero punto di riferimento per <em>Returns</em>, molto di più di quanto non lo fosse il Superman cartaceo &#8212; un vero e proprio recupero filologico che è lampante nei titoli di testa e nel riutilizzo del vecchio footage con Marlon Brando nel ruolo di Jor-El, ma che si trova anche nella caratterizzazione di Lex (lontanissima da quella &#8220;canonica&#8221;, l&#8217;interpretazione di Kevin Spacey è palesemente ispirata da quella gigiona di Gene Hackman del 1975); nella ripetizione di certe battute che hanno fatto storia (<em>spero che l&#8217;esperienza non vi abbia fatto passare la voglia di volare. Statisticamente, comunque, resta il modo più sicuro di viaggiare</em>, per non dire dell&#8217;inevitabile <em>è un uccello, è un aereo&#8230;</em>); nella propensione a inventare personaggi originali invece di andarli a pescare da qualche oscuro numero del fumetto; nella skyline di Metropolis che, anche questa volta, non è un&#8217;ipotetica, geograficamente improbabile, capitale del Kansas, ma, a tutti gli effetti, la città di New York.<br />
E funzionano i personaggi. Qui entra sicuramente in ballo la mia personalissima guerra contro <em>quell&#8217;altro</em> adattamento di Superman, ma ben vengano tre figure appena abbozzate ma oneste, se l&#8217;alternativa è una continua disperata e fallimentare ricerca di attualizzazione &amp; approfondimento: <strong>Lois</strong> è una donna energica e combattiva, non per questo deve essere letta come una femminista arrabbiata che usa il kung-fu anche per aprire i barattoli; <strong>Lex </strong>è un genio del male e non un adolescente problematico fuori tempo massimo; quanto a <strong>Superman</strong>, in un periodo in cui la calzamaglia può essere sdoganata solo a condizione che sia nera o, in alternativa, di gigantesche iniezioni di autoirnoia, quello di Brandon Routh (la cui scarsissima espressività si rivela perfetta per il ruolo che interpreta) è un boyscout volante che indossa senza malizia il suo tutone azzurro, credibile e dannatamente serio.</p>
<p>Quello che manda in vacca tutti questi ottimi presupposti è uno script fin troppo fedele allo spirito dei vecchi film, quindi estremamente lineare, prevedibile, <em>cheesy</em> (Singer si è guadagnato un posto speciale all&#8217;inferno dando a <a href="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/03/ILBAMBINO.png" target="_blank" rel="lightbox[1664]">UN BAMBINO</a> un ruolo chiave in un film di Superman), che lascia insolute le questioni più interessanti ma dedica l&#8217;intera seconda metà a un&#8217;estenuante maratona di sequenze da film catastrofico girate all&#8217;insegna del &#8220;E ora onoriamo i nostri antenati facendo tutti gli effettazzi della madonna che 30 anni fa avrebbero voluto fare loro ma non esisteva la tecnologia&#8221;.</p>
<p>Ancora una volta il paragone con <em>Smallville</em> spazza via ogni dubbio: miglior adattamento di Superman degli ultimi 20 anni A MANI BASSE (se anche fosse stato un film brutto, sarebbe stato un film brutto di due ore e mezza contro un telefilm brutto di dieci anni), ma nel contesto dei film sui supereroi ha il sapore di un&#8217;occasione sprecata &#8212; soprattutto se visto oggi per la prima volta: in soli cinque anni il genere è cresciuto tantissimo e tra un carismatico Robert Downey Jr. nell&#8217;armatura di Iron Man, il sofisticato Cavaliere Oscuro di Nolan e l&#8217;ambiziosissimo progetto Avengers della Marvel Comics fattasi <em>Studios</em>, <em>Superman Returns</em> si colloca timidamente a metà classifica come un film rispettabilissimo ma incompleto, e decisamente superato.</p>
<p>Ma la verità è anche che qualsiasi risultato sarebbe comunque stato deludente di fronte alla possibilità di avere questo:</p>
<div align="center">
<div id="attachment_1672" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1672" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/03/nicolas-cage.jpg" alt="" width="500" height="370" /><p class="wp-caption-text">ha chiamato suo figlio KAL-EL, cos&#39;altro volete ancora da lui, COSA?!</p></div>
</div>
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		<title>Libri letti tra l&#8217;ulcera di mio padre e il rilascio del nuovo ipod nano</title>
		<link>http://blog.snake-eater.net/2011/03/21/libri-letti-tra-lulcera-di-mio-padre-e-il-rilascio-del-nuovo-ipod-nano/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 12:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kaw</dc:creator>
				<category><![CDATA[club del libro]]></category>
		<category><![CDATA[banda della Magliana]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo De Cataldo]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Koushun Takami]]></category>
		<category><![CDATA[Nick Hornby]]></category>
		<category><![CDATA[truffe]]></category>

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		<description><![CDATA[Romanzo Criminale &#8212; Giancarlo De Cataldo 2002, Einaudi Non c&#8217;è troppo da dire su Romanzo Criminale e più precisamente non ne ho troppa voglia io, dopo aver speoloquiato piuttosto animosamente sia della prima che della seconda stagione della serie televisiva. Cosa mi preme aggiungere, allora? Innanzitutto che è un romanzo stupendo (all&#8217;epoca in cui fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="pics-left" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/03/decata_rc.png" alt="" /><strong><em>Romanzo Criminale</em> &#8212; Giancarlo De Cataldo</strong><br />
<em>2002, Einaudi</em></p>
<p>Non c&#8217;è troppo da dire su Romanzo Criminale e più precisamente non ne ho troppa voglia io, dopo aver speoloquiato piuttosto animosamente sia della <a href="http://blog.snake-eater.net/?p=702" target="_blank">prima</a> che della <a href="http://www.serialmente.com/categorie/recensioni/romanzo-criminale/" target="_blank">seconda stagione</a> della serie televisiva. Cosa mi preme aggiungere, allora? Innanzitutto che è un romanzo stupendo (all&#8217;epoca in cui fu il caso editoriale della settimana lo evitai come la peste pensando <em>oh no sarà una di quelle robe di denuncia tutte scritte nel dialetto di Catanzaro</em> &#8212; ma Gomorra non era ancora uscito quindi a che cazzo stavo pensando?), uno dei pochi hard boiled all&#8217;italiana veramente riusciti, e vale tranquillamente la pena leggerlo anche se spoileratissimi come può esserlo chi si è già sorbito film e telefilm. De Cataldo se la prende comoda, sviluppa trame secondarie, si concede ampissime digressioni (illuminante quando attacca a descrivere l&#8217;iter investigativo e l&#8217;istituzione dei processi contro la banda: De Cataldo è un giudice e ci tiene anche a raccontarci come funziona il suo lavoro), indugia su ogni singolo personaggio (interessante scoprire che Scrocchiazeppi, che nella serie tv è protagonista indiscusso di una delle sottotrame più grosse e al limite del <em>comic relief</em>, sia uno dei pochi, forse l&#8217;unico, su cui nel libro non viene detto assolutamente niente), ci inonda letteralmente di dettagli senza che niente appaia superfluo; una scrittura concisa, essenziale, fulminante, fa scorrere in un attimo un bel volumone di più di seicento pagine. De Cataldo precipita il lettore nella testa e nel cuore di criminali spietati e ambigui tutori della legge senza abbellire, infiocchettare o far leva su facili sentimentalismi (<a href="http://prontoallaresa.blogspot.com/2010/11/rece-romanzo-criminale-seconda-stagione.html" target="_blank">Roberto Recchioni ha scritto un bel pezzo</a> su come e perché gli autori della serie abbiano &#8220;tradito&#8221; il distacco che c&#8217;è nella prosa di De Cataldo), racconta un&#8217;Italia spaventosa che ci fa sentire tutti un po&#8217; meno sicuri e un po&#8217; più romani.</p>
<hr />
<p><img class="pics-left" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/03/hornby_star.png" alt="" /><strong><em>E&#8217; Nata una star?</em> (<em>Not a Star</em>) &#8212; Nick Hornby</strong><br />
<em>GB: 2000 / Ita: 2010, Guanda</em></p>
<p>Io credo fermamente che stia al buonsenso di cui è dotato ogni essere umano avvisarlo di non mettere il piede in una trappola per orsi, offrirsi di portare un&#8217;automobile da una costa all&#8217;altra degli Stati Uniti con la promessa di non guardare cosa c&#8217;è nel bagagliaio, o pagare <strong>dieci euro</strong> per un libretto di settanta pagine a caratteri cubitali e margine doppio, ma forse è il caso di spendere due parole su <em>E&#8217; nata una stella</em>, se non altro per discolpare il suo autore dall&#8217;accusa di essere un avido scribacchino che per far soldi pubblicherebbe anche la lista della spesa.<br />
Non che possieda informazioni di prima mano su che genere di persona sia Nick Hrnby e che rapporto abbia coi soldi, ma basta una scorsa veloce su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Hornby" target="_blank">Wikipedia</a> per scoprire che <em>Not a Star</em> ese in inghilterra UNDICI ANNI FA per la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_Door_Series" target="_blank">Open Door series</a>, una collana specializzata in romanzi destinati a un pubblico &#8220;maturo&#8221; (questa per esempio è la storia di una donna che scopre che il proprio figlio fa l&#8217;attore porno) scritti in <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Simple_english" target="_blank"><em>simple english</em></a> per lettori alle prime armi &#8212; insomma, libri &#8220;adulti&#8221; per adulti poco alfabetizzati o non madrelingua: un&#8217;iniziativa squisitamente didattica e assolutamente da applaudire che si perde nel momento in cui la casa editrice che traduce Hornby per l&#8217;Italia, la Guanda, lo porta nelle librerie a un prezzo proporzionalmente incongruo e lo spaccia come il suo nuovo romanzo.</p>
<p>Stronzi loro che cercano di fotterci, ma anche voi che lo pagate senza vedere com&#8217;è fatto dentro e poi fate le sceneggiate su anobii, beh, ragazzi, dai.</p>
<hr />
<p><img class="pics-left" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/03/hornby_musica.png" alt="" /><strong><em>Tutta un&#8217;altra Musica</em> (<em>Juliet, Naked</em>) &#8212; Nick Hornby</strong><br />
<em>GB: 2009 / Ita: 2009, Guanda</em></p>
<p>Questo invece è veramente un romanzo di Hornby e parla di un triangolo tra una vecchia rockstar dimenticata, il suo fan numero uno e la compagna di quest&#8217;ultimo. Soliti uomini che non vogliono crescere che dopo il film di <em>Alta Fedeltà</em> me li immagino tutti con la faccia di John Cusack e solito finale che non è un finale e se qualcosa si aggiusta è più che altro per intervento divino, poi si parla un po&#8217; di musica quindi è &#8220;il seguito spirituale di <em>Alta Fedeltà</em>&#8221; e c&#8217;è l&#8217;internets, che è circa l&#8217;unica cosa interessante di tutto libro.</p>
<p>Il problema è che Hornby scrive benissimo, è simpa e ci fa un sacco ridere, ma scrive sempre la stessa roba e la gente si sta un po&#8217; rompendo il cazzo. Di buono qui c&#8217;è, appunto, questo ritratto spietato e sospettosamente preciso delle comunità online, quel sottobosco di forum, mailing list e siti monotematici (i <em>siti di teorie</em>, che meraviglia, ne avevo uno anch&#8217;io back in the days) dove stalker e mitomani trovano legittimazione della propria follia, e una bella riflessione su cosa significhi essere un artista e da dove debba nascere l&#8217;ispirazione: tutto molto interessante, se solo Hornby si prendesse una pausa dal sottotitolare tutto grossissimo per paura che qualcuno non capisca quello che dice. Il resto, <em>meh</em>. Da un certo punto in poi il plot prende un taglio spaventosamente da Harmony e i personaggi sono ormai insopportabili: se gli uomini di Hornby sono tutti indiscriminatamente degli stronzi egoisti, meschini e immaturi, le donne sono tutte declinazioni del genere VITTIMA DELL&#8217;EGOISMO DEI MASCHI, uscendone a loro volta un filo stereotipate e un bel po&#8217; patetiche.</p>
<p><em>Nota sul titolo: l&#8217;originale &#8220;</em>Juliet, Naked<em>&#8221; è il titolo dell&#8217;album attorno a cui ruota l&#8217;intera storia; in Italia il libro ha rischiato di chiamarsi &#8220;</em>Canzoni per Juliet<em>&#8220;, un&#8217;idea tutto sommato ragionevole, ma poi gli si è preferito l&#8217;orrido &#8220;</em>Tutta un&#8217;altra musica<em>&#8221; nella speranza che fosse abbastanza chiaro che quello che stavano cercando di venderti era &#8220;Alta Fedeltà 2&#8243;</em></p>
<hr />
<p><img class="pics-left" src="http://blog.snake-eater.net/wp-content/uploads/2011/03/takami_br.png" alt="" /><strong><em>Battle Royale</em> &#8212; Koushun Takami</strong><br />
<em>Jap: 1999 / Ita: 2009, mondadori</em></p>
<p>Ragazzi delle medie su un&#8217;isola deserta costretti a uccidersi a vicenda per il lulz di una dittatura asiatica di stampo nazicomunista &#8212; la trama di Battle Royale, che non a torto qualcuno ha definito un <em>Il Signore delle mosche</em> che incontra il Grande Fratello, è piuttosto nota e, spero non ci siano obiezioni su questo, una delle idee più fiche mai concepite. Accompagnato da un hype stratosferico (arriva da noi inspiegabilmente solo nel 2009 mentre in Giappone è culto da più di dieci anni) e ispiratore di un franchise a dir poco ingombrante (manga popolarissimo e uno splendido adattamento cinematografico diretto da Kinji Fukasaku con Takeshi Kitano), il romanzo di Koushun Takami è tuttavia un libro sorprendentemente <em>lieve</em>, nel senso di delicato, molto meno estremo, provocatorio, di &#8220;rottura&#8221;, di come me l&#8217;ero immaginato. Semplice, lineare, e profondamente giapponese.</p>
<p>Forse perché al di là dell&#8217;idea fica, grattata la patina di splatter, gli aspetti più fracassoni, quello stile asciutto e il linguaggio da cronaca di guerra, c&#8217;è una storia toccante che pone interrogativi che non hanno tempo, concetti agli antipodi di quell&#8217;idea di contingenza che la trama sembra suggerire, le solite trite riflessioni sulla violenza, sul Giappone moderno, sui giovani d&#8217;oggi che sono tutti alienati e signora mia dove andremo a finire: Battle Royale parla, tra uno sbudellamento e l&#8217;altro, di potere, di fiducia e di paura, e del talento straordinario quanto spaventoso dell&#8217;essere umano di adattarsi a qualunque situazione. Un racconto in bilico tra l&#8217;horror e il melodramma con un cast di quasi quaranta personaggi tutti splendidamente caratterizzati e massacrati senza pietà, 600 pagine che si leggono in un lampo &#8212; possibilmente spostandosi in continuazione. E senza lasciare tracce. Kazuo Kiriyama, maschio numero 6, potrebbe essere nei paraggi e possiede un mitragliatore.</p>
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