Inutile continuare a far finta di niente di fronte al mutare dell’assetto socio-economico del nostro paese, la verità è sotto gli occhi di tutti e il silenzio dei media, in ginocchio come sempre, ne è la conferma: in Italia le cose non sono più le stesse da quando gli scienziati di internet hanno coperto che i ragazzi che leggono i libri di Licia Troisi non sono completamente deficienti.
Partiamo dal principio, casomai non viveste nel Mondo Emerso.
Licia Troisi è una laureata in fisica secondo la quale per tirare con l’arco non ci vuole molta forza [1], un giorno scrive un pippone signoredeglianelliggiante con protagonista una insopportabile Mary Sue che diventa grazie a una campagna pubblicitaria invasiva e criminale il libro fantasy più venduto della storia dell’editoria italiana — cioè vende più di sette copie.
La Panini, avendo esaurito i vecchi numeri di Rat-Man da ristampare, si butta nell’affare e decide di produrne un fumetto, un’operazione tutta italiana e pronta per l’esportazione, come del resto già i romanzi, che subisce però una brusca battuta d’arresto quando una fan — che per puro caso era anche una fan dello shonen manga e del regista di anime più famosi del mondo — nota come certe tavole, opera del capace et illustrissimo Giuseppe Ferrario, siano letteralmente ricalcate da vignette di Naruto e illustrazioni di Miyazaki.
Appassionati in delirio, figura di merda intergalattica.
Per toccare con mano lo scandalo e vedere le tavole incriminate qui c’è la discussione dove tutto ha avuto inizio e qui un articolo che ricostruisce la vicenda e ha il pregio di non intitolarsi “IL POPOLO DI INTERNET SMASCHERA PLAGIO”.
Onestamente, però, non riesco a prendere una posizione — il che è strano perché quando c’è da dirigersi a casa di qualcuno con torce e forconi sono sempre in prima fila.
Chiariamoci: Ferrario, che di fronte alla perfezione millimetrica con cui le sue vignette combaciano coi disegni di Miyazaki e Kishimoto si trincera dietro il sacro diritto di omaggiare un artista amato, ha la credibilità di un adolescente con gli occhi arrossati che cerca di spiegare alla madre che no, sono così perché ha dormito poco, lui non se le fa le canne — se solo riuscisse a smettere di ridere nervosamente e di grattarsi. Ma poi mi dico: che ne so io di come viene fatto un fumetto in Italia, di come lavora un fumettista o un team di fumettisti in Italia? Dove finisce l’omaggio e inizia il plagio? Quello che vale per me deve necessariamente valere anche per tutti? E a fronte di questo, VOGLIAMO FORSE LIMITARE la libertà di un artista di copiaincollare con photoshop lo sfondo fatto da qualcun altro e chiamarlo “lavoro”? DOVE SIAMO, NELLA CINA ZARISTA DI STALIN?!?!

La verità è che me ne frega così poco delle Cronache del Mondo Emerso che una parte di me ritiene Ferrario un eroe della rivoluzione e il prodotto nato dal suo non-lavoro uno schiaffo al sistema, oltre che una tassa sulla stupidità di chi sente il bisogno di possedere un fumetto tratto dai libri della Troisi. Ma se volessi farmi un’opinione più articolata, c’è un metodo che non fallisce mai: analizzare i punti di vista delle parti in causa, trovare il più idiota, pensare l’esatto contrario.
La Panini fa la faccia di chi capitava di lì per caso. Al grido di “le mie responsabilità finiscono…… qui” rilascia un comunicato stampa striminzito e annuncia che la serie è sospesa. Non entra nei dettagli, ma intanto fa il nome del disegnatore, spcifica che il problema riguarda solo lui.
Quando insinuato, lo stesso Ferrario nega qualsiasi pressione da parte della casa editrice. Come se al mondo esistesse un potere abbastanza grande da impedirmi di immaginare che sia avvenuta una conversazione di questo tipo:
«devi fare una cosa stile manga»
«stile manga? io sono un disegnatore della Disney»
«STILE MANGAAAAAAAAAAAAA»
Roberto Recchioni, sceneggiatore del fumetto, dimostra invece onestà intellettuale, calma e ragionevolezza che mai mi sarei aspettato da qualcuno che è stato costretto per lavoro a leggersi la Troisi e adesso non se ne fa neanche più un cazzo. Non fa nomi, lui, ma non fa neanche sconti al disegnatore che lo ha trascinato in questa magra figura; ammette la porcata — è uno dei pochi — come ammette anche che quei disegni uno solo li ha fatti ma altri venti professionisti se li sono passati dicendo “ok bello” e non accorgendosi di niente. Dopodiché pubblica sul suo blog la sceneggiatura originale delle tavole incriminate, dimostrando oltre ogni possibile dubbio che non c’era scritto da nessuna parte “per questa vignetta mi copi Naruto, per quest’altra prendi uno sfondo da Miyazaki”.
La Troisi fa la dama ferita e ne ha ben donde: aveva appena scoperto che c’erano dei soldi in Italia che gli adolescenti non le avevano ancora dato. Colpevole questa volta solo di essere stata la forza ispiratrice, ci regala comunque un bel momento di wtf ospitando sul suo blog l’intervento di Paolo Barbieri, responsabile dell’unica cosa decente dei suoi libri, le copertine.
Agli otaku — la cui tesi sostanzialmente è: ce ne siamo accorti noi aggratis, non veniteci a dire che non potevate accorgervene voi che lo fate di mestiere — che, nel delirio di onnipotenza così tipicamente internet duepuntozero di chi discute una cosa in largo anticipo rispetto agli “adetti ai lavori”, chiedono di lavare il disastro diplomatico col sangue di Ferrario, della Troisi, di Recchioni, della Panini, del Papa e di Berlusconi (sicuramente eccessivi, io mi sarei accontentato del papa), Barbieri cerca di rigirare la frittata: il panorama è troppo vasto per accorgersi di tutto, gli stessi otaku probabilmente non riconoscerebbero plagi che non riguardano il loro campo. Il suo cavallo di battaglia è “il professionismo non comporta la conoscenza totale”, ma qui non si parla di ipotetiche tavole copiate da ipotetici fumettisti polacchi e non riconosciute da ipotetici nerd, Ferrario ha ricalcato Naruto, che è tipo il manga per ragazzi più venduto del mondo.
Nel fare appello allo “sterminato mondo visivo” che solo i professionisti conoscono mentre gli otaku NON POSSONO NEMMENO IMMAGINARE!!!1 Barbieri elenca poi i suoi calciatori preferiti
Ma dico io,voi conoscete tutto?
Conoscete Moebius ed Enki Bilal? conoscete Keith Parkinson,Chris Moore, Herman Vogel,Oscar Chichoni, Karel Thole,Guerrino Boatto,Victor Togliani,Chris Foss,Eleuteri Serpieri,Michael Pangrazio,Frank Ordaz,Ralph McQuarrie,Omar Rayyan,John Jude Palencar,John Harris,Mark Harris,Krueger,Kurt Wenner,Renato Casaro ,Drew Struzan e tanti altri ?
Nulla da eccepire, cercare di annichilire un interlocutore sbattendogli in faccia quanti artisti conosci tu e lui no è un espediente popolarissimo tra i ragazzi della terza media, ma il punto è sempre quello: riconoscere Miyazaki e Naruto non era così difficile. Per dei professionisti. Che pubblicano Naruto.
Ma Barbieri è sicuramente la voce più mite e pacata del coro. Questo atteggiamento da noi artisti contro voi fruitori merde è ripreso con molto più entusiasmo dalla gilda del fumetto italiano, che offre un’immagine di sé davvero scadente e pietosa, tra chi difende a spada tratta il collega senza chiaramente avere la minima idea di cosa si sta parlando [2], semplicemente perché è un collega e perché è famoso [3], e chi si scaglia senza pietà contro il vero cattivo di questa brutta brutta faccenda, la blogger senza scrupoli che ha denunciato il fatto.
Questo, unito a un’attitudine genuinamente omertosa, dà origine su vari forum e blog tipo quello di Recchioni a una serie commenti che fanno accapponare la pelle, da cui emerge il ritratto di una spudorata massoneria, di una grettezza e di una pochezza che francamente non mi aspettavo, dove domina la mentalità che “i panni sporchi si lavano a casa propria”.
Ma il blogger in questione prima di mettere alla berlina il lavoro, non poteva contattare prima l’autore per avere dei chiarimenti, visto che poi lo ha fatto.?
la corsa al linciaggio al disegnatore (quando comunque lil suo lavoro “oltre” a quelle vignette incriminate l’ha fatto ed è notevole) con tanto di prove fotografate è davvero una esagerazione, e non ne trae beneficio nessuno.
io posso esprimere la mia opinione personale su ciò che ho fatto io, non mi metto a giudicare l’operato degli altri, farne un articolo su un blog che rimarra’ lì a disposizione di tutti quelli che vorranno farsi due risate
la cattiva intenzione sta nel comprarsi gli albi, fotografare le vignette incriminate e cercare, impiegando molto tempo, le vignette originali per poi “sputtanare” l’autore. [...] Tutta questa mole di lavoro per “beccare” uno che il suo discreto mazzo comunque se l’è fatto.
il problema non si risolve denigrando il lavoro di un altro disegnatore.
And so on. Il mio rammarico più grande è non essere riuscito a trovare anche mia nonna che diceva “non sta bene”, ma forse non ho cercato abbastanza.
Chi ha meno faccia tosta minimizza, giustifica e cerca attenuanti.
per qualche vignetta…
la Panini lo ha costretto…
e poi, all’improvviso, il lampo di genio da cui scaturisce il compromesso: va bene, ha copiato. Ma Miyazaki.
Perché Miyazaki è Il Maestro, è Dio, è Madre Teresa che moltiplica gli assoli di chitarra di Carlos Santana a Woodstock per sfamare i bambini dell’Isola che non c’è. Con Miyazaki puoi dire cose come
Giuseppe Ferrario ha compiuto un’operazione convinta, di ricostruzione di un’estetica di riferimento. Ha ricreato, ispirandosi a Miyazaki, la grammatica visiva necessaria per rappresentare il mondo della scrittrice, nella glossa fumettistica di Recchioni.
Provate a fare lo stesso discorso con Naruto senza scoppiare a ridere. O con gli Ultimates della Marvel. O con 100% Fragola.
Miyazaki è Miyazaki, nessuno ti può biasimare se ti piace, se lo prendi ad esempio e poi ti lasci un po’ trasportare. Insomma, a chi non è mai capitato di star copiando un disegno perché colpiti dalla forza espressiva del tratto del Maestro e poi, nella foga, aprire photoshop e ritagliarsi uno sfondo o due che fanno sempre comodo?

E’ Miyazaki, fa atmosfera.
Sulle altre “fonti” si fa finta di niente.

La Gilda si barrica allora dietro la storia che “non spetta a noi giudicare” o “chi è senza peccato…”.
Bene, eccomi – dice un lettore che non detiene una cattedra alla scuola del fumetto – io sono senza peccato, per forza, non sono mai stato pubblicato. posso criticare?
“No tu non puoi perché sei il solito aspirante frustrato che getta fango sugli altri perché è invidioso” rispondono i fumettisti con l’aria strafottente e boriosa di chi deve essersi in qualche modo convinto che “fumettista” si pronunci come “fare parte dei Rolling Stones e scoparsi Scarlet Johansson mentre si fa partire il juke-box con un pugno”, anche se la ciliegina passivo-aggressiva sulla torta del FAIL è il mitico, inimitabile e inevitabile, puntuale come la morte e il diploma in un liceo artistico, “se non vi piace il fumetto, non compratelo”.
Molti, dicevo all’inizio, hanno preso parte alla discussione senza neanche vedere le famose tavole, sicuri com’erano dell’innocenza del buon collega contro “i soliti otaku fissati”, ma quando poi lo fanno ne escono sconvolti:
“Ho visto il blog dove ci sono le puntualizzazioni e rimango perplesso della mole di lavoro che ha fatto l’autore del blog per denuciare sta cosa”
COM’E’ POSSIBILE IN NOME DI DIO CHE UNA RAGAZZA DI SOLI 17 ANNI ABBIA FATTO TUTTO QUESTO?!?!?!?!?
Non è possibile, deve esserci un secondo fine, è chiaramente in corso un complotto. Forse la CIA, forse la DeAgostini, diretta concorrente della Panini, che ospita il forum su cui è stata discussa la magagna, forse i nazisti dell’Illinois…
Abituati a trattare con gli appassionati da dietro il bancone del loro stand a Lucca, possibilmente su un trono, o dalle cattedre delle scuole di fumetto, non riescono a capacitarsi di come internet metta tutti sullo stesso piano e una ragazzina che 10 anni fa non l’avrebbe cagata nessuno alzi la testa e dica “no cazzo, non mi potete prendere per il culo”.
Ritengono gli otaku più giovani e più svegli di loro dei cattivi interlocutori, internet uno luogo non adatto alla discussione, dicono che queste cose non vanno risolte sui blog. Perché?
A parte che non fanno mistero che se fosse dipeso da loro la faccenda si sarebbe risolta senza renderla pubblica, che l’ultima volta che ho controllato non era proprio una cosa di cui andar fieri, ora, se secondo La Gilda denunciare pubblicamente una cosa che è a tanto così dall’essere una truffa non sta bene, se quando uno si incazza perché si sente preso per il culo da un artista o da una casa editrice e manifesta dissenso è OMG LA GOGNA MEDIATICA, il problema mi sa che è un altro.

Negazione, patteggiamento, rabbia e deliri complottistici in ordine sparso, e gente che non sa che battere su un tasto: l’età, il curriculum, il numero di nomi di artisti di-culto-ma-non-famosi che riescono a elencare senza prendere fiato. La morale è che loro hanno ragione ma se non sei un fumettista non puoi capire.
Capisci che lo show è finito quando si attaccano alla mancanza di valori di questi giovani d’oggi e al fatto che si firmano coi nick invece che con nome e cognome: ancora una volta una discussione in cui uomini adulti danno in escandescenza perché i ragazzini che li stanno ownando si chiamano ~DarkNemesis92~ traccia una linea di demarcazione netta e sconfortante che divide spietatamente chi fa gli smile col naso :-) e chi ha meno di 40 anni.
Da piccolo guardavo al mondo del fumetto con sguardo sognante e occhi sbarluccicosi, mi sembrava la cosa più figa del mondo dopo Optimus Prime, e Optimus Prime era piuttosto figo ai tempi, ma poi arrivava sempre qualcuno a dirmi è un sottogenere, non produce cultura, non è Arte.
Oggi ho imparato che quello del fumetto è un ordine massonico di fighette isteriche che più o meno segretamente disprezza il proprio pubblico. Egocentrici convinti che il mondo si divida tra loro e quelli che sognano di essere come loro, un circolo chiuso che o ne fai parte o non esisti composto da personaggi che si credono al di sopra dei sospetti, della legge, dell’obbligo di scusarsi se fanno una cazzata, terrorizzati da tutto ciò che è più giovane o più alla moda di loro.
Il bambino che è in me dopo tanti anni di soprusi e discussioni finite in lacrime grida vittoria: finalmente ha le argomentazioni per sostenere che anche chi fa fumetti è indiscutibilmente Un Artista.
[1] pur contravvenendo alla regola di non linkare mai blog più trendy del mio, non si può parlare delle Cronache del Mondo Emerso e del lavoro di Licia Troisi in genere senza aver letto l’accurata e imparziale analisi che ne fa Gamberi Fantasy.
[2] il che dà origine a saggi di umorismo involontario impagabili come questo
[3] oh, sia chiaro, Ferrario è anche bravissimo, quello che disegna col suo stile, che chiaramente non è manga, spacca il culo ai passeri. Il che, non riesco a credere ci sia davvero bisogno di specificarlo, non fa automaticamente di lui una persona onesta.
August 3rd, 2009 at 08:51
io provo, da non fumettista, a buttare lì un’ipotesi:
i disegnatori, da che mondo e mondo, copiano. Un po’ perché fanno un lavoro in cui gli si richiede continuamente di avere IDEE, e avere IDEE non è proprio come spostare dati da una tabella excell all’altra; un po’ perché di solito, come in ogni lavoro creativo, gli viene chiesto il prodotto finito possibilmente entro ieri.
il disegnatore in questione è stato abbastanza idiota da aver sbagliato totalmente su tre assi:
1- copiare (troppo) da un manga estremamente diffuso e conosciuto;
2- ritenere il lettore medio del suo fumetto (e, possibilmente, dell’altro) un idiota privo di spirito critico e di senso dell’osservazione;
3- copiare, dati i punti precedenti, nel momento storico sbagliato, considerato che al momento attuale smascherare una bufala non solo riesce più semplice e immediato di prima, non solo si diffonde più velocemente e a macchia d’olio grazie all’internet, ma è anche un po’ la nuova disciplina olimpica. lo smascheratore mascherato (ah-ah. ahahah) ha un sacco di motivazione in più, perché sa che verrà ascoltato (per forza, non ci sono alternative quando sputtani pubblicamente una persona conosciuta).
detto questo, la reazione della gilda non è solo irritante, infantile e davvero umiliante per loro stessi, ma è anche comprensibile: ce l’hanno a morte con il disegnatore, probabilmente, perché facendosi beccare come un qualsiasi niubbo ha compromesso quello che ritenevano un diritto inalienabile della categoria: copiare a man bassa, nel vano tentativo di avvicinarsi per tempo alle scadenze. se ora si mettono a dire “questo stronzo ha infangato il buon nome della categoria” si mettono nella merda da soli. invece no: mettono la mani avanti, difendono il lavoro di “libera ispirazione”, in modo che se verranno beccati per le loro tavole precedenti o future rigorosamente scopiazzate da qualcuno, avranno già creato un illustre precedente.
August 3rd, 2009 at 14:00
A parte tutta la porcata che hanno fatto, e che ha più o meno (meno) giustificazioni, il punto è un altro: ormai vige in Italia il modello Berlusconi, per il quale ogni volta che uno fa una cazzata e viene sgamato, invece di ammetterlo e chiedere scusa, continua a arroccarsi sulle sue posizioni coprendo con ulteriori cazzate dette e fatte la porcata originale, moltiplicando per svario alla N il tasso di figura di merda
August 3rd, 2009 at 14:16
Qualche sera fa anziché guardare tre film ho recuperato questa storia e mi sono goduta le varie discussioni a commento. Direi che questo è uno degli articoli migliori che abbia letto sulla vicenda.
bab, il disegnatore in questione ha ricalcato almeno un elemento/una vignetta per pagina per un totale finora individuato di circa 24 copie su 19 pagine (mi pare, all’ultimo conteggio). E non da un solo manga, ma da fotogrammi di film di Miyazaki (Mononoke Hime e La città Incantata) e dagli artbook di questi lavori. Da Mononoke Hime addirittura ha copiato un abbraccio che è un momento clou della storia (se ricordo bene).
Per pensare di non essere beccato doveva essere proprio scemo. Tant’è che non se ne è accorta solo la ragazza di disegnomanga, ma anche almeno altre due persone avevano individuato delle somiglianze in modo completamente autonomo. Tease, su disegnomanga, aveva segnalato inizialmente solo quattro o cinque copie, poi il web ha fatto il resto e la pagina è stata aggiornata.
Quanto alla faccenda dell’omertà, poi, i ragazzi di disegnomanga (perlomeno i primi commentatori) nella loro ingenuità pensavano che la loro community fosse uno spazio privato e che l’articolo fosse visibile solo agli iscritti. Tease al momento della pubblicazione si era comunque premurata di segnalare il tutto ai diretti interessati, ma, come saggiamente faceva notare qualcuno, senza tutto il clamore nato in seguito probabilmente la Panini non avrebbe mosso un dito.
Quanto ai tempi ristretti di consegna, pare che per questa serie di albi siano stati fatti dei provini per i disegnatori e che Ferrerio abbia presentato già all’epoca dei disegni stile manga, dunque diversi dal suo solito tratto. Se copiati anche quelli, non è dato saperlo, ma tanto basta per capire che non è stato un lavoro fatto in fretta e furia, ma con un minimo di pianificazione.
August 4th, 2009 at 14:02
Premesso che ho riso non poco leggendo questo articolo, e che Ferrario per aver -anche se non era nelle sue intenzioni- mandato in vacca questa squallida operazione commerciale è diventato il mio eroe, noto anche che l’atteggiamento che tu rimarchi da parte della loggia dei fumettisti non è poi diverso da quello del mondo politico quando uno di loro viene intercettato mentre parla d’affari col mafioso di turno, o del Vaticano quando n-mila preti vengono beccati a inculare i bambini.
August 4th, 2009 at 22:13
Beh diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Ferrario quel che è di Ferrario…almeno non vedremo mai cronache del mondo emerso addobbare le scaffalature dele fumetterie.
La loggia dei fumettisti è un pò come ogni genere di circolo chiuso,copriamoci il culo a vicenda l’unica regola è “negare sempre negare,fortissimamente negare”,possibilmente insultando chi osa contraddire la nostra opinione.
August 6th, 2009 at 14:20
[...] Funktastic ritorna sul caso fumettistico Ferrario-Miyazaki, paragonando l’autodifesa del disegnatore [...]
August 8th, 2009 at 01:10
Ho scoperto il tuo blog solo oggi, ma credo già d’amarti dal profondo.
August 8th, 2009 at 13:55
Tutti noi amiamo kaw nel profondo. E’ qualcosa che va oltre l’idolatra e scade nell’attrazione erotica, temo.
August 9th, 2009 at 13:15
Nella fretta di lanciare ortaggi a Ferrario nessuno ha notato la captatio benevolentiae di Recchioni che lo ha reso quasi l’eroe della situazione? Prima del plagio era stato forse il suo lavoro a lasciare perplessi molti fan. Le Cronache erano dei pessimi libri, trarne anche dei buoni fumetti (a prezzi decisamente vergognosi) era davvero un’impresa
August 13th, 2009 at 11:21
Secondo me è solo una cospirazione dei cattocomunazidemocratodittatoateosionisti.
Nel senso che hanno passato il fine settimana a “disegnare” questo fumetto col solo scopo di gettar zizzania tra lettori e fumettisti.
E tu che gli dai corda, Kaw!
Disgustorama.
Mi piace poi il fatto che con le ultime frase hai descritto non solo il 99% di qualsiasi gruppo generico di individui sopra i 30 anni, ma anche buona parte di quelli sotto i 30 anni.
Penso che copincollerò quella frase nei miei appunti: sto’ scrivendo un saggio su come la razza umana abbia dei comportamenti congeniti diffusi e totalmente prevedibili e su come la gente provi piacere sessuale dal cercare di farli passare per comportamenti esclusivi del gruppo di persone che odiano. Ed anche quest’ultimo è un comportamento congenito diffuso. Esempio: “quella gente fa la pupù puzzolente! È perché sono comunisti/fascisti/cristiani/atei”.
August 13th, 2009 at 13:05
CTRL+C – CTRL+V = TEH MANGAAAAAA
August 16th, 2009 at 18:56
Il commento precedente vi è stato offerto da Anonimo Italiano (vedi alla voce imageboard).
August 25th, 2009 at 23:53
le canne non procurano prurito e occhi rossi…
August 26th, 2009 at 12:14
Gli occhi rossi si. Il prurito credo sia più appropriato associarlo ad un’orticaria.
February 12th, 2010 at 16:03
E così scopro che tutta la grandiosa opera del Mondo Emerso va avanti a ricopiature su ricopiature spacciate gioiosamente per proprie.
Mi fa molto piacere leggere che i libri più venduti e ipercommercializzati con stron***e come profumi all’aroma di terra del vento (chissà che aroma, poi), siano frutto di una totale mancanza di originalità.
La famosa Salazar è nientepopodimeno che la Torre di Babele, e di questo se ne saranno accorti tutti! Per non nominare gli altri mille dettagli scontati e straabusati!
Persino il fumetto! Questa proprio mi mancava!
I miei rispetti,
Titania