fuckantastic

September 12th, 2009 » ciccionerd gentemanga, cineocchio     

…ma d’ora in poi lo SHIELD chiederà consulenze al commissario Basettoni?

In molti, di fronte alla pur rilevante notizia dell’acquisto della Marvel Comics da parte della Disney, hanno evitato di farsi trascinare dall’isteria collettiva, mantenendo invece il sangue freddo e giudicando la faccenda con calma e oggettività. Questo post è a beneficio di tutti gli altri.
Visto che finché ve lo dicono i professionisti e gli esperti del settore non ci credete, proverò a dire io la stessa identica cosa: non succederà niente, quindi, per l’amor di Dio, BASTA temere che sangue e parolacce spariscano dalle storie del Punitore, BASTA battute “ma adesso il Dottor Destino assumerà come scagnozzi la Banda Bassotti?” e BASTA con le fanart di Topolino vestito da Wolverine e Pluto da Galactus, avevano rotto il cazzo il giorno prima che iniziaste a farle.

Un grande gruppo ne compra un altro, succede nel mondo degli affari qualcosa come una volta la settimana.

La Walt Disney Company è una delle più grosse multinazionale del mondo (forse la più grossa): a parte i più ovvi parchi e canali monotematici, possiede migliaia di altri marchi, prodotti, case, città, nomi di automobili, fabbriche di sigarette, pozzi petroliferi e compagnie che a loro volta posseggono altri marchi, prodotti, case, città, nomi di automobili… Troppe cose per poter esercitare una sensibile influenza su tutte, se c’è veramente il desiderio di esercitare un’influenza e non si limita a incassare il pizzo alla fine di ogni mese.
Non ha cambiato la programmazione dell’ABC, che trasmette Lost (fareste vedere a vostro figlio Lost? sì, per punirlo), Grey’s Anatomy (la protagonista è un’enorme vagina) o sit-com come Scrubs (battute sulla masturbazione in ogni puntata) o Better Off Ted (esilarante satira sulle multinazionali); non ha gettato nel fuoco i film dello studio Ghibli, lo studio di Hayao Miyazaki considerato l’anti-Disney per eccellenza, di cui detiene i diritti per la distribuzione in America; non blocca la trasmissione di History Channel, che propone qualcosa come 20 ore al giorno di documentari sui serial killer.
Ora io non sto dicendo “multinazionale buona”, sarebbe ridicolo anche solo pensarlo, ma sbaglia chi nella tabella degli allineamenti di D&D del proprio cuore insiste per voler inquadrare a tutti i costi la Disney nella casella “chaotic evil“. Neutral evil, tutt’al più.

Senza contare che quel fumetto “a misura di poppante” a cui l’isteria di massa fa riferimento non è una prerogativa della casa madre, ma anzi. Quell’universo fumettistico fatto di paperopoli, topolinie, 313 e commissari Basettoni tatuato a vita nell’immaginario collettivo di ognuno di noi è al 99% farina di artisti italiani, che salvo qualche timido tentativo di esportazione di quando in quando, gli americani non si cagano di striscio dal 1940 (non per nulla, le uniche cose che si sono comprati con un minimo di entusiasmo sono PK e WITCH, produzioni atipiche per l’italia che appunto ricalcavano, soprattutto PK, il modello supereroistico della Marvel). I fumetti alla Disney non sono mai interessati granché, se anche volessero “correggere” l’universo Marvel non saprebbero su cosa rimodellarlo.

Se c’è qualcosa della Marvel su cui la Disney vorrà mettere le mani, quella sarà la divisione cinematografica, che con le pellicole sui supereroi ha fatto negli ultimi anni imbarazzanti paccate di soldi. E anche in tal caso, cioè se “a rischio” fossero solo i film, non vedo cosa ci sia di cui preoccuparsi: la Disney possiede già la Miramax. Che, per dirne una, produce e distribuisce i film di Quentin
Fottuto
Tarantino.

E cerchiamo di arginare, già che ci siamo, il processo di beatificazione della Marvel quale paladina della libertà di espressione solo perché è stata inglobata da una azienda più family-friendly.

Se volevate battervi il petto perché oh noes la Marvel diventerà a prova di bambino
e metteranno la museruola a Warren Ellis potevate farlo quando la politica antifumo di Joe Quesada (attuale e sgraditissimo editor in chief) ha fatto sparire sigari e sigarette a gente come Gambit, Nick Fury e Wolverine, quando dalle parolacce censurate si è passati a non mettere proprio le parolacce, quando gli strascichi della “No Gays in the Marvel Universe” policy datata 1980 hanno impedito che si vedesse una sola coppia omosessuale fino al 2006, quando la linea editoriale dell’Uomo Ragno è diventata azzerarne ciclicamente la continuity (l‘ultima, in ordine cronologico, imbarazzante trovata vede l’Uomo Ragno fare un patto col diavolo per resuscitare zia May (!!!), a condizione di rionunciare al suo matrimonio (???). WTF da tutte le direzioni) e rinarrarne a cadenza regolare le origini ririririproponendo sempre gli stessi cattivi per essere sicuri oltre ogni dubbio che le nuove generazioni che l’hanno visto al cinema possano cominciare a leggerlo senza fare fatica.

Gli sbudellamenti del Punitore o la prosa “colorita” di Warren Ellis (che comunque è sempre stata più colorita quando lavorava per conto suo o per la DC) correranno, con molta probabilità, gli stessi rischi che correvano prima.
Perché mai la presenza della Disney in un binomio creativo dovrebbe significare “censura”? Guardate Kingdom Hearts, produzione nippo-americana realizzata in tandem con la favolosa SquarEnix: coppie gay come se piovessero (e un menage-a-trois quasi canon) con la benedizione di “re” Topolino.
Ad autocensurarsi e rincoglionire le storie la Marvel ci è sempre riuscita perfettamente anche da sola.

6 commenti

  1. L.Wonka
    September 12th, 2009 at 11:59

    Quoto su tutta la linea,va beh ma l’allarmismo c’è sempre,guai se tocchi fumetti alla new Seth Cohen generation XD

  2. Bisbiglio
    September 12th, 2009 at 16:14

    Uh, ma hai omesso lo scenario che vedeva Paperon dè Paperoni affrontare con un archibugio caricato a sale un cazzutissimo Magneto, fermamente intenzionato ad aprirgli il deposito come se fosse una scatoletta di sardine XD

    Curioso come risulti tanto difficile comprendere che la Disney in realtà non è una malvagia setta di censori moralisti o di casalinghe frustrate e ciellini arteriosclerotici come il MOIGE, bensì una ‘comune’ (usando un eufemismo che sorvola sul suo faraonico volume d’affari e sulla forza del suo brand) impresa che produce beni e servizi dedicati al settore dell’intrattenimento, con puro fine di lucro. Principio di massimizzazione del profitto, anyone?

    Nah, è più gratificante la linea del “ZOMG DiSNey OWNZ MARV3L LOLOLOL!!!”

  3. L.Wonka
    September 12th, 2009 at 23:43

    Però io lo scontro Paperone/Magneto lo vedrei bene!
    Molto più cazzuta della saga della Civil War XD

  4. andrea
    September 13th, 2009 at 12:55

    mia nipote di un mese che fa il bagnetto è più cazzuta di Civil War

    @ Bisbiglio:
    è interessante in questo senso notare come la stessa Disney abbia la sua bella lista di “screzi” con associazioni di genitori ultracattoliche, i vari “MOIGE” americani, per i motivi più disparati: si va dai presunti M3SS4GG1 SUBL1M1N4L1 nei film di animazione al fatto di aver permesso a un’omosessuale (Ellen DeGeneres) di avere un telefilm tutto suo su un canale di loro proprietà (l’Ellen Show sulla ABC). La Disney è invisa ai difensori del buoncostume esattamente com’è invisa agli alternativicontrocorrente, quasi mi dispiace per lei.

  5. Last
    September 13th, 2009 at 19:25

    Io scommetto su Paperone. Inoltre voglio vedere il duello finale Pk vs Spiderman.

  6. shinpro
    December 10th, 2009 at 20:50

    Ottimo post, concordo su tutto, specialmente la parte sulla linea editoriale dell’Uomo Ragno e le autocastrazioni marvelliane.

    Ma veniamo a noi.

    kaw

    il vero, unico, inimitabile kaw? direi di sì, visto lo stile di scrittura e il fatto che nel blog-roll c’è caska, che suppongo essere la vera, unica, inimitabile caska.

    Sei tu? Dammi un segno.

Lascia un commento