fuckantastic

September 6th, 2009 » cineocchio, club del libro     

soffocare ma non troppo

Tutte le volte che si parla di trasporre su pellicola un romanzo di Palahniuk la gente ha questa strana tendenza a correre in circolo agitando gli arti e gridando all’impresa impossibile no-Palahniuk-è-troppo-folle, quando a me i suoi libri, soprattutto i primi, sembrano fatti apposta per il cinema.
Fight Club (1999) mi da ragione, Soffocare (2008) purtoppo mi dice “taci idiota”.

In realtà Soffocare sarebbe una robetta piuttosto insulsa anche al di là del suo fallimento come trasposizione, non foss’altro per il fatto che pare girato negli stessi set di Paso Adelante e con lo stesso telefonino; ma è il suo rapporto anale non protetto con il libro, la personalissima interpretazione di Clark Gregg, regista e sceneggiatore (e attore, che si ritaglia una parte a cazzo di cane gonfiando un personaggio che nel romanzo appariva di striscio), per cui se si intitolava “Soffocare” invece che “storia di uno che scopa molto, lol” era solo questione di punti di vista, che gli dà il colpo di grazia.

Non esattamente un successo di pubblico e critica, serpeggia però tra chi l’ha visto un parere complessivamente positivo che è più o meno “ci prova, non ci riesce al 100%, ma almeno è onesto” e questo mi lascia perplesso (o mi fa incazzare, nel caso in cui un giudizio così magnanimo venga da quelli che Fight Club lo bocciano in toto perché c’è Brad Pitt e, sai com’è, Brad Pitt è bello quindi è commerciale) perché nel modo con cui Gregg salva solo le parti del romanzo più superficialmente “Plalahniukiane” mentre ripulisce tutto quanto potrebbe essere troppo ostico per lo spettatore medio, ci vedo tutto tranne che l’onestà.
Dove il libro descrive la madre del protagonista devastata da una malattia degenerativa, il film sfodera la solita arzilla vecchina da film che guarda il culo agli infermieri e fa giusto un po’ di fatica coi nomi; la sessodipendenza è ridotta a un superficiale “sono triste perché faccio sesso senza amore (ma adesso trovo l’amore e tutto si risolve)”; il personaggio di Paige, la dottoressa/paziente, viene ammorbidito e banalizzato da una serie di omissioni e uno spiegone non richiesto, posticcio e singolarmente lame (manca cioè l’esilarante delirio sci-fi sui viaggi nel tempo e il DNA di Victor per curare una pandemia nel 2500, in compenso Paige “giustifica” il suo ricovero in un’ospedale psichiatrico raccontando di essere una studentessa che ha avuto in crollo nervoso perché l’hanno bocciata a un esame. WTF?); l’intera parte, spassosamente blasfema, in cui Victor si convince di essere il Messia è praticamente appena accennata.
Ah, ma parla di sesso in modo esplicito, e la regia è minimale e l’inquadratura è sporca quindi il film NON E’ PATINATO, non è una di quelle cose ipocrite hollywoodiane.

Non ho un’idea ben chiara del finale — a quel punto ero già in shock anafilattico — ma credo che ci fosse Sam Rockwell (o chiunque lo doppi nell’edizione italiana che, sono pronto a scommettere, ha fatto la sua parte nel rendere Soffocare una cagata inguardabile) in versione voce narrante che spiegava come l’amore e la buona volontà mettano a posto ogni cosa.

Straconsigliato a chiunque collezioni Palahniuk perché è figo e postmoderno e [aggettivo random a scelta] e ne parlano bene tutti i blog giusti: troverà il film è crudo e irriverente come il romanzo da cui è tratto, e sosterrà strenuamente che è folle e dissacrante perché mostra tette cadenti e non ha paura di dire cazzo e figa.
Astenersi invece chiunque sia andato oltre la terza di copertina, e speriamo bene per Survivor che parla di religioni organizzate, sessuofobia e aerei dirottati, tutti argomenti estremamente popolari che qualsiasi produttore spera di poter trattare almeno una volta al mese.

9 commenti

  1. Lift
    September 6th, 2009 at 20:04

    …e avranno anche sorvolato sul cucchiaino, immagino D: che film worthless.
    E comunque, no-Palahniuk-è-troppo-folle un cazzo, Invisible Monsters è praticamente una sceneggiatura senza intestazioni e coi dialoghi non centrati, tipo :°D

  2. Gesù Crosta
    September 7th, 2009 at 10:33

    sì però ti sei dimenticato di specificare che i libri di Palahniuk fanno comunque cagare.

  3. andrea
    September 7th, 2009 at 16:13

    @ Gesù Crosta:
    lei signore possiede il nick più bello che abbia mai letto, però si sbaglia. che palahniuk abbia sbroccato da Diary in poi è opinione comune ma sui primi quattro c’è poco da fare gli schizzinosi, sono romanzi di tutto rispetto e andrebbero fatti studiare a scuola al posto delle disequazioni di secondo grado.

  4. Arianna
    September 7th, 2009 at 19:05

    Infatti “Soffocare” era bello, mi spiace che ne abbiano fatto “100 colpi di spazzola vs. 2.0″.
    Che poi, sì, ok, sesso senza amore, ma a quanto ricordo lui la viveva in modo molto meno melodrammatico. L’ho letto due anni fa, quindi non ricordo il dettaglio, ma a livello di impressioni mi è rimasto più il discorso della disperazione del gesto di soffocare che non la questione ‘strombazzava’; la quale aveva un suo peso, ma non mi sembrava che fosse preponderante.
    Però non mi sembrava un libro che non potesse essere reso in pellicola, onestamente :O

  5. Gesù Crosta
    September 7th, 2009 at 20:33

    sarà, a me anche i primi non son sembrati questi capolavori tanto decantati. ma in effetti ammetto d’essere io prevenuto, più che altro sono i fan di LeChuck a farmelo odiare, i loro schizzi di bava pavloviana che piovono dopo ogni sua scorreggia mi irritano non poco.
    d’altronde il teorema secondo cui “il valore di un libro è inversamente proporzionale al numero di volte in cui l’espressione “come un pugno nello stomaco” viene ripetuta in sede di recensione” mi dà ragione.

  6. andrea
    September 8th, 2009 at 14:50

    più che altro sono i fan di LeChuck a farmelo odiare (…) d’altronde il teorema secondo cui “il valore di un libro è inversamente proporzionale al numero di volte in cui l’espressione “come un pugno nello stomaco” viene ripetuta in sede di recensione” mi dà ragione.

    ok, su questo hai tutte le ragioni dell’universo: l’unica cosa più imbarazzante di un fan con la bavetta è una recensione che dice “pugno nello stomaco” (che poi a me di palahniuk è sempre piaciuto lo humor surrealnero, mai nutrito alcuna ambizione ad essere preso a cazzotti in pancia, anche se metaforici, srsly). è per questo che evito accuratamente il fandom. poi chiariamoci, i libri di P. per me sono degli ottimi romanzi, ma visto che nessuno mi passa una percentuale se riesco a vendertene uno bisogna anche dire che i “capolavori” sono altri. quali non lo so. altri. a scelta.

  7. Gesù Crosta
    September 8th, 2009 at 20:23

    le recensioni “pugno nello stomaco” sono seguite a ruota da quelle che “sono scoppiata a ridere in autobus!! in mezzo a tutta la gente che mi guardava!!” alle quali di solito seguono commenti del tipo “lol sei trpp pazza :-)”. eh.
    comunque il non plus ultra l’ha raggiunto quel coglione di Ammanniti che in non so che prefazione aveva tirato fuori una roba tipo “come un calcio in bocca con una Dr. Martens”.
    comunque il primo capolavoro che mi viene in mente è “Le Mie Prigioni” di Corona che, come sappiamo, tiene anche una minchia tanta, quindi caso chiuso direi.

  8. gian.
    September 10th, 2009 at 10:41

    Aspetto con ansia Invisible Monsters riadattato alla “Star System – Se non ci sei non esisti”, solo con meno droga.
    Gesù Crosta, sono spiacente ma devo ammettere di essere in disaccordo con te: quando eoni fa lessi Fight Club, ricordo abbastanza chiaramente di esermi bagnato. Che poi negli ultimi romanzi abbia cercato più volte di imitare se’ stesso (termine lugubre, ma è l’unico che mi viene in mente per descriverne le gesta) per compiacere le folle è un dato di fatto, ma se parliamo delle prime pubblicazioni nulla da eccepire. E se l’editoria non fa altro che alimentare le manie di autolesionismo di un pubblico bisognoso di pugni nello stomaco e di calci in bocca, beh in questo caso li lascerei cuocere nel loro brodo. In fin dei conti tutto ciò non fa altro che avvicinare i giovani ribelli in piena teen angst e allontanare chiunque abbia un minimo di buon senso.

  9. Daniel
    January 26th, 2010 at 23:57

    Gesù Crosta ha scritto:

    le recensioni “pugno nello stomaco” sono seguite a ruota da quelle che “sono scoppiata a ridere in autobus!! in mezzo a tutta la gente che mi guardava!!” alle quali di solito seguono commenti del tipo “lol sei trpp pazza :-)”. eh.

    Ecco adesso mi sento in colpa, perché anch’io sono scoppiato a ridere in mezzo a tutti ._. sorvolando; poco mi frega delle recensioni e delle opinioni degli altri. Andare controcorrente a tutti i costi solo perché ci sono dei fanatici è una cosa che non ho mai fatto. Se abbandoni una massa, tuo malgrado vai a finire in un’altra, quindi il discorso riparte da capo. Il libro con il suo umorismo mi è piaciuto discretamente, a differenza del film: non sono mai stato più contento di veder scattare il blocco di Megavideo.

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